Pinguin



























































Pinguin
Descrizione generale

War ensign of Germany (1938–1945).svg
Tipo nave corsara
Caratteristiche generali
Dislocamento 9 200 t
Lunghezza 155 m
Larghezza 18,7 m
Pescaggio 7,1 m
Velocità 18 nodi (33 km/h)
Autonomia 60 000  miglia a 10 nodi (111 000 km a 19 km/h)
Equipaggio 420
Armamento
Artiglieria


  • 6 cannoni da 15 cm SK L/45

  • 1 cannone da 6 cm

  • 2 cannoni da 3,7 cm FlaK

  • 4 cannoni da 2 cm FlaK


Siluri 6 tubi lanciasiluri da 533 mm, di cui 2 sott'acqua
Altro


  • 1 catapulta per 2 aerei

  • 300 mine


Mezzi aerei 2 aerei Arado Ar 196 A-1

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La nave corsara Pinguin, conosciuta anche come Schiff 33 e col codice F, venne costruita nel 1936 come nave da carico Kandelfels e convertita in corsara tra il 1939 e il 1940. La sua gemella Goldenfels divenne la famosa corsara Atlantis.




Indice






  • 1 Storia


  • 2 Note


  • 3 Bibliografia


  • 4 Collegamenti esterni





Storia |




La foto della Atlantis, unità gemella, da una idea di come dovesse apparire la nave senza camuffamenti.


Al comando del capitano di vascello Ernst-Felix Krüder, il Pinguin camuffato da piroscafo sovietico, iniziava la sua missione di corsa il 22 giugno 1940 varcando lo stretto di Danimarca e puntando decisamente verso le acque calde del sud Atlantico per rifornire un U-Boot tedesco rimasto a secco di nafta e senza viveri, posizionandosi nei pressi dell'isola di Capo Verde. Al termine di tale operazione, la Pinguin cambiava denominazione e si trasformava nella nave da carico greca Kassos.


Il 30 giugno 1940 la Kassos faceva la sua prima vittima: si trattava del piroscafo inglese Domingo, proveniente dall'Argentina e diretta in Gran Bretagna. Successivamente, nell'Oceano Indiano, cambiava ancora fisionomia e si trasformava nel piroscafo britannico Trafalgar. Così camuffato, depositerà in autunno vicino ai mari australi vasti banchi di mine che causeranno l'affondamento accertato di 4 navi per complessive 18.065 tonnellate.


Nell'aprile del 1941, dopo aver svernato nelle acque artiche, la Pinguin si trasformava nuovamente nella nave norvegese Tamerlane. Così camuffata si spingeva di nuovo verso l'Oceano Indiano. E a nord-ovest delle isole Seychelles, dopo aver avvistato e affondato la petroliera britannica British Emperor, che riuscì ad inviare una richiesta di aiuto per radio, veniva a sua volta affondata dall'incrociatore pesante britannico HMS Cornwall[1].



Note |




  1. ^ Peillard, p. 143



Bibliografia |



  • Léonce Peillard, La battaglia dell'Atlantico, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1992, ISBN 88-04-35906-4.


  • Gabriele Zaffiri, Le navi corsare del Terzo Reich, Patti (Me), Nicola Calabria Editore, 2005, ISBN 9786009958795



Collegamenti esterni |



  • La Penguin su KBismarck.com, su bismarck-class.dk.

  • La Penguin sul sito ddghansa-shipsphotos.de, su ddghansa-shipsphotos.de.


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