Ministero delle poste e telegrafi
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| Ministero delle poste e telegrafi | |
|---|---|
| Stato | |
| Tipo | Dicastero |
| Istituito | 10 marzo 1889 |
| da | Governo Crispi II |
| Soppresso | 12 dicembre 1944 |
| da | Governo Bonomi III |
Il Ministero delle poste e telegrafi era un dicastero del Governo italiano del Regno d'Italia, che si occupava dell'amministrazione del servizio postale e dei telegrafi.
Indice
1 Cenni storici
2 Organizzazione
3 Ministri delle poste
4 Voci correlate
Cenni storici |
Il ministero venne istituito con il regio decreto 10 marzo 1889 n. 5973, emanato durante il governo Crispi II, per scorporo della materia postale e telegrafica dal Ministero dei lavori pubblici.
Nel 1924, il governo Mussolini, con le riforme De Stefani, accorpò il dicastero con il Commissariato per la Marina mercantile e quello straordinario per le Ferrovie trasformandolo, in Ministero delle comunicazioni. Al vertice del dicastero fu nominato Costanzo Ciano, padre di Galeazzo Ciano e futuro consuocero di Mussolini, e fondatore dell'EIAR (la futura Rai).
Nel 1944, col governo Bonomi III, il dicastero viene diviso in Ministero delle poste e le telecomunicazioni, competente per le poste, telegrafi e simili, e Ministero dei trasporti, competente per le vie di comunicazione ordinarie, quali strade e ferrovie.
Organizzazione |
Il ministero era organizzato in strutture centrali, ovvero gli uffici ministeriali facenti capo a 5 direzioni generali, e organi periferici, con 19 direzioni compartimentali di tipo regionale, 95 direzioni provinciali (con compiti direttivi, organizzativi e di controllo) e 18 circoli delle costruzioni.
Ministri delle poste |
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Voci correlate |
- Ministri delle Poste del Regno d'Italia
- Ministero delle comunicazioni
- Ministero dello sviluppo economico
- Ministeri del governo italiano soppressi o accorpati
- Storia della posta