Pordenone Calcio
| Pordenone Calcio Calcio | |||
|---|---|---|---|
Ramarri del Noncello[1], Neroverdi, Naoniani | |||
| Segni distintivi | |||
Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Simboli | Ramarro | ||
| Inno | Forza ramarri Nica Band, Nicole Pellicani[2] | ||
| Dati societari | |||
Città | Pordenone | ||
Nazione | |||
| Confederazione | UEFA | ||
Federazione | |||
| Campionato | Serie C | ||
| Fondazione | 1920 | ||
| Rifondazione | 2003 | ||
| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Stadio | Ottavio Bottecchia (3 089 posti) | ||
| Sito web | www.pordenonecalcio.com | ||
| Palmarès | |||
| Trofei nazionali | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | |||
Il Pordenone Calcio S.r.l. (meglio noto come Pordenone), è una società calcistica italiana con sede nella città di Pordenone. Milita in Serie C e disputa le gare interne allo Stadio Ottavio Bottecchia.
Indice
1 Storia
1.1 Dalle origini agli anni cinquanta
1.2 Dagli anni sessanta agli anni novanta
1.3 Dagli anni duemila ai giorni nostri
1.3.1 Lo scudetto di Serie D, il ripescaggio e la svolta
2 Cronistoria
3 Strutture
3.1 Stadio
3.2 Centro di allenamento
4 Società
4.1 Organigramma societario
4.2 Sponsor
5 Allenatori e presidenti
6 Calciatori
7 Palmarès
7.1 Competizioni nazionali
7.2 Competizioni interregionali
7.3 Competizioni regionali
7.4 Altri piazzamenti
8 Statistiche e record
8.1 Partecipazione ai campionati
8.2 Statistiche individuali
9 Tifoseria
9.1 Gemellaggi e rivalità
10 Organico
10.1 Rosa
10.2 Staff tecnico
11 Note
12 Voci correlate
13 Collegamenti esterni
Storia |
Dalle origini agli anni cinquanta |
La prima squadra calcistica di Pordenone fu l'Unione Sportiva Pordenone, costituita nel 1913. Tale compagine disputò soltanto tornei locali con squadre venete nel biennio 1918-1919, durante lo svolgimento della prima guerra mondiale,[3] sciogliendosi definitivamente nel 1919.
L'attuale società neroverde venne fondata l'anno successivo, il 1º ottobre 1920, con il nome di Football Club Pordenone, e partì dalla Quarta Divisione Veneto-Giuliana, in cui venne subito promossa in Terza Divisione dove vi rimase sino alla stagione 1928-1929 con una breve parentesi in Seconda Divisione 1926-1927. Durante gli anni '20 il sodalizio neroverde cambiò denominazione molte volte partendo dal nome di Terza Coorte A. Salvato, 63ª Legione Tagliamento a causa del forte influsso del regime fascista, seguito da Unione Sportiva Pordenonese nel 1927. Due anni dopo, nel 1929 il team neroverde si iscrisse al Campionato U.L.I.C. dove militò nel girone A della Prima Categoria con la denominazione Pordenone Liber Football Club vincendo il proprio raggruppamento e ripetendo il primo posto della stagione precedente l'anno successivo con la denominazione Associazione Sportiva Dante Alighieri.[1]
Nel maggio del 1932 dopo aver militato a campionati di livello regionale, i neroverdi conquistarono per la prima volta la promozione in Prima Divisione, poi, dopo aver disputato tornei altalenanti nei vari campionati dilettantistici, nella stagione di Prima Divisione 1938-1939 la squadra fece un altro salto di categoria e venne promossa per la prima volta in Serie C ma l'esperienza fu breve e dopo appena un anno il Pordenone retrocesse.[1]
Dopo la seconda guerra mondiale, la società venne ammessa in Serie C per motivi bellici, disputando tre stagioni, fino al 1948 quando arrivò penultimo nel girone H della Lega Nord di Serie C. In questo triennio, i neroverdi arrivarono a sfiorare la promozione in Serie B nel 1946.[1]
Dopo la retrocessione dalla Serie C alla Prima Divisione del 1948, per i neroverdi seguirono campionati difficili fino alla stagione di IV Serie 1952-1953 quando per il Pordenone dopo un lungo testa a testa per il primo posto contro la Mestrina, arrivò la vittoria del girone con conseguente ammissione alle finali per la conquista della Serie C. Nelle finali, dopo aver vinto con lo stesso risultato di 1 a 0 contro la Carrarese e Magenta, il sogno promozione svanì nel ritorno contro i gialloazzurri apuani. Negli anni successivi, fino al 1957, il Pordenone arrivò in posizioni di media classifica, poi al termine della stagione di IV Serie 1956-1957 la società venne acquistata da Silvio Cirielli, professore di medicina direttore del laboratorio ricerche cliniche dell'ospedale cittadino, insieme a Lino Zanussi.[1]
L'anno dopo, nel Campionato Interregionale - Prima Categoria 1957-1958 la squadra nonostante la presenza di Omero Tognon arrivò decima e a causa la ristrutturazione dei campionati, venne ripescata in Serie C dalla FIGC.[1]
Dagli anni sessanta agli anni novanta |
Nella stagione di Serie C 1959-1960, i neroverdi allenati da Giovanni Varglien arrivarono terzi dietro Pro Patria e Bolzano ove tra le file pordenonesi debuttò giovanissimo Gianfranco Zigoni che poi sarà un grande protagonista nella Juventus, in quei tempi in cui il Pordenone era una società satellite della Vecchia Signora. L'annata successiva, i neroverdi si piazzarono quattordicesimi e la formazione Juniores guidata da Giuseppe Romano divenne campione d'Italia di categoria. Successivamente, per via della bassa età media dei calciatori, il giornalista locale Gildo Marchi soprannominò i neroverdi come “i ramarri del Noncello”.[1][4]
La retrocessione in Serie D avvenne nella stagione 1963-1964, dopo sei anni terminati intorno al decimo posto. La squadra neroverde rimase in Serie D per 15 anni fino alla stagione di Serie D 1978-1979 quando il 20 maggio 1979 vinse contro il Montebelluna e ottenne la promozione nella nuova Serie C2 con alla guida Silvano Flaborea prima e Adriano Buffoni poi, il tutto sotto la presidenza di Ugo Caon.[1]
Il Pordenone 1984-1985.
Durante gli anni della Serie C2, la prima stagione tra i professionisti si concluse con una salvezza molto sofferta e un quartultimo posto con Enrico Burlando in panchina. Nelle stagioni successive, dopo molti problemi legati alle situazioni economiche della società che portarono all'addio della presidenza da parte di Ugo Caon, la società passò nelle mani di Giuseppe Gregoris in cui i neroverdi raggiunsero come miglior piazzamento in Serie C2 un settimo posto nella stagione 1987-1988 con Adriano Fedele in panchina.[1]
L'annata successiva, nel 1989, la compagine neroverde concluse al penultimo posto retrocedendo in Serie D dopo dieci anni, poi, nei due anni successivi come Giuseppe D'Antuono alla presidenza ed Evaristo Beccalossi in panchina retrocesse per tre volte fino ad arrivare in Prima Categoria nel campionato 1991-1992.[1]
Solo dalla Prima Categoria 1992-1993, il Pordenone cominciò la sua lenta risalita prima con il passaggio in Promozione l'annata successiva, e poi con l'incontro del presidente Ettore Setten che porterà il Pordenone alla risalita nei dilettanti al termine della stagione 1995-1996.[1]
Dagli anni duemila ai giorni nostri |
Logo del club utilizzato dai primi anni 2000 fino al 2014.
Dopo sei anni passati a lottare per la promozione in Serie C2, questa arrivò nella stagione 2001-2002, a tredici anni di distanza dall'ultima presenza in questa categoria con Bruno Tedino in panchina.[1]
Nella Serie C2 2002-2003 i naoniani arrivarono ad una tranquilla salvezza con Adriano Fedele in panchina; nell'estate del 2003 la FIGC escluse la squadra (allora presieduta da Ettore Setten) per inadempienze finanziarie, obbligando il club a ripartire dall'Eccellenza friulana, con Lino Mungari presidente. La stagione di Eccellenza 2003-2004 si rivelò problematica, con contrasti e vari disaccordi in seno al club, sfociati in cambi di giocatori e tecnici, e terminò con la retrocessione in Promozione. Nella stagione successiva Giampaolo Zuzzi rilevò il club, chiamando Attilio Da Pieve in panchina; il Pordenone vinse così la Coppa Italia regionale per la prima volta nella sua storia, il 6 gennaio 2005, superando 3-0 in finale il Gonars.[1]
Dopo due promozioni consecutive, i neroverdi tornarono in Serie D (sotto la guida del tecnico Giovanni Tortolo) nel 2006-2007, salvo poi retrocedere immediatamente in Eccellenza e riconquistare la massima categoria dilettantistica al termine della stagione 2007-2008, con Mauro Lovisa nuovo presidente e con Massimo Pavanel in panchina.[1]
Lo scudetto di Serie D, il ripescaggio e la svolta |
Nella stagione 2012-2013 la squadra neroverde terminò seconda la stagione regolare, raggiungendo i play-off per l'accesso alla Lega Pro Seconda Divisione, ma uscendo in semifinale contro il Real Vicenza; in seguito il Pordenone venne comunque scelto dalla Lega Nazionale Dilettanti per disputare la Coppa Italia 2013-2014, uscendo al secondo turno. Nel 2013-2014 i neroverdi vincono il girone C della Serie D (scavalcando il Marano all'ultima giornata), tornando, dopo 11 anni dall'esclusione, in terza serie. A fine stagione la squadra riesce a vincere anche il primo Scudetto Serie D nella sua storia.[1]
Logo dal 2014 al 2018
Nella stagione della nuova 2014-2015, trascorsa costantemente nella parte bassa della classifica del girone A e con quattro cambi d'allenatore (in sequenza Lamberto Zauli, Stefano Daniel, Luciano Foschi e Fabio Rossitto), i neroverdi vengono sconfitti nello spareggio play-out di Lega Pro contro il Monza, retrocedendo in Serie D. Tuttavia il 4 agosto 2015 il Consiglio Federale della FIGC decreta il ripescaggio della società in terza serie, a completamento degli organici, lasciati parzialmente liberi dalla mancata iscrizione di diversi club.[1]
L'annata 2015-2016 si rivela radicalmente diversa: la squadra (sulla cui panchina torna Bruno Tedino) si propone fin da subito ai vertici del girone A, chiudendo la stagione regolare al secondo posto alle spalle del solo Cittadella e qualificandosi pertanto ai play-off promozione, persi in semifinale contro il Pisa.[1]
L'anno successivo, nella stagione di Lega Pro 2016-2017, la squadra (alla cui guida c'è sempre Bruno Tedino) prosegue il buon andamento della stagione precedente, terminando al terzo posto nel girone B, preceduta da Venezia (promosso in serie B) e Parma. La posizione in classifica finale permette alla squadra neroverde di accedere, per il secondo anno consecutivo, ai play-off promozione. La squadra, dopo aver avuto la meglio contro (in sequenza temporale) Bassano, Giana Erminio e Cosenza, approda in semifinale play-off dove incontra lo stesso Parma. Quest'ultimo tuttavia riesce a vincere ai calci di rigore dopo i tempi supplementari, accedendo alla finale play-off e interrompendo la corsa della compagine friulana.
Ingaggiato Leonardo Colucci come allenatore per la stagione 2017-18[5], i neroverdi superano ben quattro turni di Coppa Italia eliminando anche il Cagliari, squadra militante in Serie A.[6] Agli ottavi di finale incontrano così l'Inter, contro cui si arrendono soltanto ai rigori (5-4) dopo lo 0-0 dei supplementari.[7] Successivamente, le scarse prestazioni della squadra, portano all'esonero di mister Colucci, e all'arrivo in panchina di Fabio Rossitto che torna così alla guida dei ramarri per la terza volta nella sua carriera. Nonostante la ripresa nell'ultima parte della stagione, la squadra termina il campionato nona, accedendo così ai playoff per il terzo anno consecutivo, ma venendo eliminata al primo turno dalla Feralpisalò.
Cronistoria |
Cronistoria del Pordenone Calcio |
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Strutture |
Stadio |
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Il Pordenone disputa le proprie gare interne presso lo stadio Ottavio Bottecchia, impianto polisportivo costruito nel 1925 e capace di ospitare circa 3000 spettatori[11]. Originariamente denominato Stadio del Littorio e successivamente intitolato alla memoria del grande ciclista trevigiano, è altresì provvisto di un velodromo in cemento lungo 400 metri, ospitante varie competizioni di ciclismo su pista di rilevanza nazionale e internazionale[12].
Centro di allenamento |
Dal 2010 il Pordenone usufruisce del centro sportivo Bruno De Marchi, ubicato in località Villanova di Sotto a Pordenone, per accogliere le sedute d'allenamento di tutte le selezioni societarie e le gare casalinghe delle squadre giovanili. La struttura, di proprietà dell'amministrazione comunale, copre una superficie di 96 000 m² e dispone di tre campi da gioco in erba (il principale di 110x70 metri con annessa tribuna da 260 posti più due campi accessori da 95x60 metri) e uno in erba sintetica adatto al calcio a 7[13][14].
Nelle pertinenze dei campi vi sono inoltre tre palestre occupanti 1500 m², una sala attrezzi, una sala conferenze e un percorso adatto allo jogging. Il centro ospita inoltre la sede legale della società e il quartier generale della sezione cittadina dell'Associazione Italiana Arbitri[15].
Società |
Organigramma societario |
Di seguito l'organigramma tratto dal sito Internet ufficiale della società:[16]
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Sponsor |
Di seguito la cronologia dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali:
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Allenatori e presidenti |
Di seguito la cronologia degli allenatori e dei presidenti:[25]
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Calciatori |
Palmarès |
Competizioni nazionali |
Scudetto Serie D: 1
- 2014
Competizioni interregionali |
- IV Serie: 1
1952-1953 (girone C)
- Serie D: 3
1978-1979 (girone B), 2001-2002 (girone C), 2013-2014 (girone C)
Competizioni regionali |
- Eccellenza: 2
2005-2006, 2007-2008
- Promozione: 1
1994-1995 (girone A)
- Coppa Italia Dilettanti Friuli-Venezia Giulia: 1
- 2004-2005
- Coppa Regione: 1
- 1991-1992
Altri piazzamenti |
Serie C:
- Secondo posto: 1945-1946 (girone B)
Lega Pro:
- Secondo posto: 2015-2016 (girone A)
- Terzo posto: 2016-2017 (girone B)
Prima Divisione:
- Terzo posto: 1940-1941 (girone A)
Serie D:
- Secondo posto: 1968-1969 (girone C), 1969-1970 (girone C), 2000-2001 (girone C), 2012-2013 (girone C)
- Terzo posto: 1967-1968 (girone C)
IV Serie:
- Terzo posto: 1953-1954 (girone D)
Seconda Divisione:
- Terzo posto: 1931-1932 (Venezia Giulia)
Eccellenza:
- Secondo posto: 1995-1996
Promozione:
- Secondo posto: 1950-1951 (girone A), 2004-2005 (girone A)
- Terzo posto: 1951-1952 (girone A)
Prima Categoria:
- Secondo posto: 1992-1993
Coppa Italia Serie D:
- Semifinalista: 2009-2010
Statistiche e record |
Partecipazione ai campionati |
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 3º | Prima Divisione | 3 | 1932-1933 | 1934-1935 | 19 |
| Serie C | 13 | 1939-1940 | 2018-2019 | ||
| Lega Pro | 3 | 2014-2015 | 2016-2017 | ||
| 4º | Promozione | 2 | 1950-1951 | 1951-1952 | 33 |
| IV Serie | 5 | 1952-1953 | 1956-1957 | ||
| Campionato Interregionale - 1ª Cat. | 1 | 1957-1958 | |||
| Serie D | 14 | 1964-1965 | 1977-1978 | ||
| Serie C2 | 11 | 1979-1980 | 2002-2003 | ||
| 5º | Prima Divisione | 2 | 1948-1949 | 1949-1950 | 14 |
| Serie D | 4 | 1978-1979 | 2013-2014 | ||
| Campionato Interregionale | 2 | 1989-1990 | 1991-1992 | ||
| Campionato Nazionale Dilettanti | 6 | 1992-1993 | 1998-1999 | ||
Statistiche individuali |
Di seguito le top 10 di primatisti di presenze e reti in campionato.[26][27]
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Tifoseria |
Gemellaggi e rivalità |
- Amicizie
Delta Porto Tolle
Nocerina
Fano
Cosenza
Sassuolo
- Rivalità
Bassano Virtus
Triestina
Mestre
Sacilese
Udinese
Organico |
Rosa |
Di seguito la rosa tratta dal sito internet ufficiale della società:[28]
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Staff tecnico |
Di seguito lo staff tecnico tratto dal sito internet ufficiale della società:[28]
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Note |
^ abcdefghijklmnopq Storia, www.pordenonecalcio.com. URL consultato il 18 aprile 2017.
^ Forza Ramarri / L'inno del Pordenone - Pordenone Calcio @ YouTube, 3 set 2015
^ Il Comitato Regionale Veneto non organizza alcun campionato per la stagione 1918-1919 e le squadre della Provincia del Friuli sono tutte aggregate al Veneto.
^ Mai fidarsi. Nemmeno dei ramarri, http://laprovinciapavese.gelocal.it/, 13 marzo 2015. URL consultato il 24 settembre 2015.
^ Calciomercato Pordenone, Colucci è il nuovo allenatore, su corrieredellosport.it, 26 giugno 2017.
^ Mario Frongia, Coppa Italia, Cagliari-Pordenone 1-2: i friulani negli ottavi sfideranno l'Inter, su gazzetta.it, 28 novembre 2017.
^ Matteo Brega, Inter-Pordenone 5-4 d.c.r.: decide l'ultimo rigore di Nagatomo, su gazzetta.it, 12 dicembre 2017.
^ Per l'esiguo numero di squadre iscritte, il Direttorio per compilare i due gironi di Seconda e Terza Divisione dovette inserire anche le squadre riserve (B) e la Terza era composta da sole 3 prime squadre.
^ COMUNICATO UFFICIALE N. 42/A (PDF), http://www.figc.it/, 31 luglio 2003. URL consultato il 6 febbraio 2017.
^ CAMBIO DI DENOMINAZIONE SOCIALE (PDF), http://www.figc.it/, 2006. URL consultato il 18 aprile 2017.
^ Stadio Bottecchia - informazioni generali Archiviato il 21 maggio 2016 in Internet Archive. - pordenonecalcio.com
^ Velodromo Ottavio Bottecchia - amicidellapista.com - URL consultato il 19 ago 2014
^ Home - centrosportivodemarchi.it
^ PROGRAMMA SETTIMANALE ALLENAMENTI - pordenonecalcio.com, 1° ott 2014
^ Struttura - centrosportivodemarchi.it
^ Organigramma, http://www.pordenonecalcio.com/. URL consultato il 29 agosto 2018.
^ abcdefghijklm Museo Neroverde, http://www.pordenonecalcio.com/. URL consultato il 22 dicembre 2017.
^ ab Maglia Pordenone 2002-2003, http://www.museodelcalcio.com/. URL consultato il 7 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2017).
^ abc Shirt Match Worn PORDENONE 2014-2015, http://magliamatchworn.altervista.org/, 15 marzo 2015. URL consultato il 7 febbraio 2017.
^ Shirt Match Worn PORDENONE 2016-2017, http://magliamatchworn.altervista.org/, 8 gennaio 2017. URL consultato il 7 febbraio 2017.
^ SÈLECO EASY LIFE SULLE MAGLIE DEL PORDENONE CALCIO, https://www.seleco.it/, 9 giugno 2017. URL consultato il 22 dicembre 2017.
^ PER LA CITTÀ È QUESTA MAGLIA, LE DIVISE DEL PORDENONE 2017-2018, http://www.soccerstyle24.it/, 26 ottobre 2017. URL consultato il 22 dicembre 2017.
^ LA MAGLIA DEL PORDENONE È PIÙ FRIULANA: BIRRA CASTELLO SECOND MAIN SPONSOR, http://www.pordenonecalcio.com/, 15 settembre 2018. URL consultato il 15 settembre 2018.
^ #PORDENEW: SVELATE LE MAGLIE 18/19. CLASSIC, TOTAL WHITE E TOTAL BLACK, LA NOSTRA PELLE, http://www.pordenonecalcio.com/, 22 luglio 2018. URL consultato il 22 luglio 2018.
^ Storico, www.pordenonecalcio.com. URL consultato il 18 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2008).
^ Record presenze all-time, http://www.pordenonecalcio.com. URL consultato il 22 dicembre 2017.
^ Record reti all-time, http://www.pordenonecalcio.com. URL consultato il 22 dicembre 2017.
^ ab Prima squadra, http://www.pordenonecalcio.com/. URL consultato il 18 aprile 2017.
Voci correlate |
- Pordenone
- Sport in Friuli-Venezia Giulia
Collegamenti esterni |
- Sito Ufficiale, su pordenonecalcio.com.
- Pordenone Calcio su Calciotel .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}
[collegamento interrotto], su calciotel.it. - (DE, EN, IT) Pordenone Calcio, su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG.
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