Romy Schneider




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Romy Schneider in una pausa del film Ludwig (1973)


Romy Schneider, pseudonimo di Rosemarie Magdalena Albach-Retty (Vienna, 23 settembre 1938 – Parigi, 29 maggio 1982), è stata un'attrice austriaca naturalizzata francese.




Indice






  • 1 Biografia


  • 2 Filmografia


  • 3 Discografia


  • 4 Doppiatrici italiane


  • 5 Premi e candidature


  • 6 Note


  • 7 Bibliografia


  • 8 Altri progetti


  • 9 Collegamenti esterni





Biografia |




Romy Schneider a Venezia nel 1957


Nata nella Vienna post-Anschluss, Romy Schneider era figlia della tedesca Magda Schneider e dell'austriaco Wolf Albach-Retty, attori di successo in Austria. Dopo un periodo trascorso in collegio, in cui dimostrò un certo talento per la pittura, tornò in famiglia a Vienna. La madre nel frattempo aveva contratto un secondo matrimonio con un pasticcere di Colonia, in Germania, dove da quel momento visse la famiglia.




Romy Schneider all'aeroporto di Madrid-Barajas nel 1965


Magda Schneider influenzò fortemente Romy nell'intraprendere la carriera cinematografica, nonostante la figlia non ne fosse convinta. Romy apparve per la prima volta sullo schermo all'età di soli 15 anni, nel film del 1953 Wenn der weiße Flieder wieder blüht (Quando il bianco lillà fiorisce di nuovo). Il suo primo successo lo ottenne però l'anno successivo, con L'amore di una grande regina (1954), un film sulla giovinezza della Regina Vittoria, per il quale Romy assunse definitivamente il nome d'arte di Romy Schneider, prendendo quindi il cognome della madre, e non quello del padre, che era Albach-Retty.


Il ruolo della baronessa Lehzen, fedele governante della regina Vittoria, venne interpretato proprio da Magda che ricoprirà il ruolo cinematografico della madre di Romy in diversi film girati dalla stessa Romy durante la prima parte della sua carriera, tra cui i più famosi sono quelli della trilogia di Sissi, dedicati all'imperatrice d'Austria Elisabetta. Prodotti nel triennio 1955-1957, le pellicole consentirono a Romy di ottenere un'immensa popolarità, grazie alla carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo che l'attrice seppe infondere al personaggio. Ancora oggi i tre film sono riproposti spesso in televisione, a dimostrazione del loro perdurante successo. Per il grande pubblico che ignora le interpretazioni della seconda parte della carriera dell'attrice, Romy Schneider è semplicemente identificata come "Sissi".




Romy Schneider sul set de La Califfa (1970)


Ai film della trilogia seguirono o si inframmezzarono altri lavori più o meno dello stesso tenore, favole romantiche a lieto fine, o commedie divertenti, in cui l'attrice interpretò sempre la parte della fanciulla pura, onesta e allegra, magari solo sfiorata da tentazioni, come in Eva. Confidenze di una minorenne (1958). Durante questi primi anni di carriera, Romy venne guidata dalla madre nella scelta dei ruoli cinematografici e nella cura della propria immagine, mentre il patrigno ne gestì gli aspetti finanziari.


Ma già alla fine degli anni cinquanta l'attrice incominciò a manifestare una certa insofferenza ai ruoli leggeri fino ad allora ricoperti. Romy rifiutò infatti di girare un quarto film sulla vita di Sissi, già in preparazione. Più tardi confesserà a Karlheinz Böhm, l'attore che interpretava il ruolo di Francesco Giuseppe e con cui rimase sempre in amicizia, di vergognarsi profondamente dei film girati in quel periodo. In un'intervista pubblicata in Italia su la Repubblica, Böhm ha anche aggiunto di ritenere che questa insoddisfazione di fondo fosse diventata con il tempo un peso per l'attrice e che abbia contribuito (insieme con altri fattori molto più determinanti) a condurla all'alcolismo e alla depressione che l'afflissero nell'ultimo periodo della sua vita, prima della tragica fine a soli 43 anni.




Romy Schneider ne Il commissario Pelissier (1971)


La vera svolta nella carriera di Romy Schneider avvenne con il film L'amante pura (1958). Durante la lavorazione conobbe Alain Delon e con lui ebbe una lunga relazione sentimentale, trasferendosi a Parigi. Dopo aver recitato in inglese in Il processo (1962) di Orson Welles, facendosi notare in un folto cast comprendente Anthony Perkins, Jeanne Moreau ed Elsa Martinelli, e in Il cardinale (1963) di Otto Preminger, apparve prevalentemente in film di produzione francese e italiana, come La piscina (1968) di Jacques Deray in cui ritrovò Alain Delon, La Califfa (1970) di Alberto Bevilacqua, Ludwig (1973) di Luchino Visconti, dove fu una più matura e accorata Elisabetta di Baviera, ben diversa dalla spensierata Sissi degli esordi, e La morte in diretta (1979) di Bertrand Tavernier, distinguendosi per la luminosa bellezza e il temperamento drammatico.


Nel frattempo, dopo la rottura con Delon nel 1964, la vita sentimentale dell'attrice fu tormentata e complicata dal fallimento di due matrimoni, eventi che la portarono a depressione e alcolismo, malgrado la nascita di due figli, David, nato il 3 dicembre 1966 dal primo matrimonio con il regista Harry Meyen, e Sarah, nata il 21 luglio 1977 dalla seconda unione con Daniel Biasini, un giornalista franco-italiano, e divenuta oggi anch'essa attrice. La fragilità e l'equilibrio emotivo di Romy vennero ulteriormente compromessi dalla scomparsa del primo marito Harry Meyen, impiccatosi con una sciarpa nella sua casa di Amburgo.




La tomba di Romy Schneider a Boissy-sans-Avoir


Inquietante e toccante, il film Fantasma d'amore (1981) di Dino Risi contiene segni premonitori del tragico epilogo cui l'attrice andò incontro nella vita reale. Ormai distrutta dall'alcol, dall'asportazione di un rene a causa di un tumore e, soprattutto, dalla tragica scomparsa del quattordicenne figlio David (morto il 5 luglio 1981 dopo essere rimasto infilzato in un cancello che tentava di scavalcare a casa dei nonni), la Schneider fu trovata morta il 29 maggio 1982 nella casa parigina del produttore Laurent Petin, al quale era legata da circa un anno. Aveva 43 anni. All'inizio la voce di un suicidio ebbe molta diffusione, ma dopo l'autopsia venne stabilita come causa del decesso un fatale arresto cardiaco. È sepolta accanto al figlio David, a Boissy-sans-Avoir, un piccolo paese vicino alla capitale francese.


Secondo un articolo del 21 dicembre 2009 del quotidiano tedesco Bild,[1] dal 1976 sino alla morte la Schneider fu vittima di spionaggio da parte della Stasi, i servizi segreti della DDR, per il suo sostegno a un comitato d'opposizione. In effetti l'attrice, nota per la sua generosità e per il sostegno che dava a diverse iniziative umanitarie e di beneficenza, aiutò un movimento che si opponeva alla dittatura nella allora DDR.[2]



Filmografia |




  • Fiori di lillà (Wenn der weiße Flieder wieder blüht), regia di Hans Deppe (1953)


  • Fuoco d'artificio (Feuerwerk), regia di Kurt Hoffmann (1954)


  • L'amore di una grande regina (o La giovane regina Vittoria) (Mädchenjahre einer Königin), regia di Ernst Marischka (1954)


  • 4º fanteria (Die Deutschmeister), regia di Ernst Marischka (1955)


  • Il mio primo amore (Der letzte Mann), regia di Harald Braun (1955)


  • La principessa Sissi (Sissi), regia di Ernst Marischka (1955)


  • Kitty (Kitty und die große Welt), regia di Alfred Weidenmann (1956)


  • Sissi - La giovane imperatrice (Sissi - Die junge Kaiserin), regia di Ernst Marischka (1956)


  • Piccolo posto in Paradiso - Le avventure di Robinson (Robinson soll nicht sterben), regia di Josef von Báky (1957)


  • Un amore a Parigi (Monpti), regia di Helmut Käutner (1957)


  • Sissi - Il destino di un'imperatrice (Sissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin), regia di Ernst Marischka (1957)


  • Eva. Confidenze di una minorenne (Die Halbzarte), regia di Rolf Thiele (1958)


  • Sissi a Ischia (Scampolo), regia di Alfred Weidenmann (1958)


  • Ragazze in uniforme (Madchen in uniform), regia di Géza von Radványi (1958)


  • L'amante pura (Christine), regia di Pierre Gaspard-Huit (1958)


  • Angelica ragazza jet (Ein Engel auf Erden), regia di Géza von Radványi (1959)


  • Sissi la favorita dello zar (Die schöne Lügnerin) regia di Alex Von Ambesser (1959)


  • Katia, regina senza corona (Katia), regia di Robert Siodmak (1959)


  • Delitto in pieno sole (Plein soleil), non accreditata, regia di René Clément (1960)


  • Boccaccio '70, episodio "Il lavoro" di Luchino Visconti (1962)


  • Forever My Love, regia di Ernst Marischka (1962)


  • Gli amanti dell'isola (Le combat dans l'île), regia di Alain Cavalier (1962)


  • Il processo (Le Procès), regia di Orson Welles (1962)


  • L'amour à la mer, regia di Guy Gilles (1963)


  • I vincitori (The Victors), regia di Carl Foreman (1963)


  • Il cardinale (The Cardinal), regia di Otto Preminger (1963)


  • L'enfer, regia di Henri-Georges Clouzot (1964)


  • Scusa, me lo presti tuo marito? (Good Neighbor Sam), regia di David Swift (1964)


  • Ciao Pussycat (What's new, Pussycat?), regia di Clive Donner (1965)


  • La voleuse, regia di Jean Chapot (1966)


  • Alle 10:30 di una sera d'estate (10:30 P.M. Summer), regia di Jules Dassin (1966)


  • Agli ordini del Führer e al servizio di Sua Maestà (Triple Cross), regia di Terence Young (1966)


  • L'incredibile affare Kopcenko (Otley), regia di Dick Clement (1968)


  • La piscina (La piscine), regia di Jacques Deray (1969)


  • La Califfa, regia di Alberto Bevilacqua (1970)


  • L'amante (Les choses de la vie), regia di Claude Sautet (1970)


  • Uccidi uccidi, ma con dolcezza (My Lover My Son), regia di John Newland (1970)


  • Il cadavere dagli artigli d'acciaio (Qui?), regia di Léonard Keigel (1970)


  • Il commissario Pelissier (Max et les ferrailleurs), regia di Claude Sautet (1971)


  • Un uomo in vendita (Bloomfield), regia di Richard Harris e Uri Zohar (1971)


  • L'assassinio di Trotsky (The Assassination of Trotsky), regia di Joseph Losey (1972)


  • È simpatico, ma gli romperei il muso (César et Rosalie), regia di Claude Sautet (1972)


  • Ludwig, regia di Luchino Visconti (1973)


  • Noi due senza domani (Le train), regia di Pierre Granier-Deferre (1973)


  • Il montone infuriato (Le mouton enragé), regia di Michel Deville (1974)


  • Male d'amore (Un amour de pluie), regia di Jean-Claude Brialy (1974)


  • Trio infernale (Le trio infernal), regia di Francis Girod (1974)


  • L'importante è amare (L'important c'est d'aimer), regia di Andrzej Zulawski (1975)


  • Gli innocenti dalle mani sporche (Les innocents aux main sales), regia di Claude Chabrol (1975)


  • Frau Marlene (Le vieux fusil), regia di Robert Enrico (1975)


  • Mado, regia di Claude Sautet (1976)


  • Una donna alla finestra (Une femme à sa fenêtre), regia di Pierre Granier-Deferre (1976)


  • Gruppenbild mit Dame, regia di Aleksandar Petrovic (1977)


  • Una donna semplice (Une histoire simple), regia di Claude Sautet (1978)


  • Linea di sangue (Bloodline), regia di Terence Young (1979)


  • Chiaro di donna (Claire de femme), regia di Costa-Gavras (1979)


  • La morte in diretta (La mort en direct), regia di Bertrand Tavernier (1980)


  • La banchiera (La banquière), regia di Francis Girod (1980)


  • Fantasma d'amore, regia di Dino Risi (1981)


  • Guardato a vista (Garde à vue), regia di Claude Miller (1981)


  • La signora è di passaggio (La passante du Sans-Souci), regia di Jacques Rouffio (1982)



Discografia |









Doppiatrici italiane |


Nelle versioni in italiano dei suoi film, Romy Schneider è stata doppiata da:




  • Maria Pia Di Meo in Sissi - Il destino di un'imperatrice, Il cardinale, Scusa, me lo presti tuo marito?, La piscina, Ludwig, Il montone infuriato, L'importante è amare, Una donna alla finestra, Guardato a vista, La morte in diretta


  • Rita Savagnone in La principessa Sissi, Sissi - La giovane imperatrice, La Califfa, Linea di sangue


  • Fiorella Betti in L'amante pura, Il processo, Agli ordini del Führer e al servizio di Sua Maestà, L'incredibile affare Kopcenko


  • Vittoria Febbi in Noi due senza domani, Gli innocenti dalle mani sporche, Chiaro di donna, Fantasma d'amore


  • Gabriella Genta in Il commissario Pellissier, È simpatico, ma gli romperei il muso


  • Adriana Asti in Boccaccio '70


  • Valeria Valeri in Ciao Pussycat


  • Valeria Perilli in Gruppenbild mit Dame


  • Noemi Gifuni in La banchiera


  • Cristiana Lionello nei ridoppiaggi televisivi de L'amore di una grande regina, La principessa Sissi, Sissi - La giovane imperatrice, Sissi - Il destino di un'imperatrice



Premi e candidature |




  • 1976 - Premio César
    • Migliore attrice protagonista per L'importante è amare



  • 1979 - Premio César
    • Migliore attrice protagonista per Una donna semplice



  • 1979 - David di Donatello
    • David speciale per Una donna semplice



  • 2008 - Premio César
    • Premio César onorario




Note |




  1. ^ (DE) H.W. Saure, Die Akte Romy Schneider - So geriet Sissi ins Visier der Stasi, in Bild, 21 dicembre 2009.


  2. ^ Stasi spiava Sissi-Romy Schneider, su ANSA, 21 dicembre 2009.



Bibliografia |


  • (DE) Hans-Jürgen Tast, Romy Schneider. Ein Leben auf Titelseiten, Schellerten, 2008, ISBN 978-3-88842-036-8.


Altri progetti |



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Collegamenti esterni |






  • Sito ufficiale, su romy.de. Modifica su Wikidata


  • Romy Schneider, su openlibrary.org, Internet Archive. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata


  • Romy Schneider, su CineDataBase, Rivista del cinematografo. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su AllMovie, All Media Network. Modifica su Wikidata


  • (DEEN) Romy Schneider, su filmportal.de. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su Discogs, Zink Media. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. Modifica su Wikidata


  • (EN) Romy Schneider, su Find a Grave. Modifica su Wikidata






















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