Lingua norrena













































Norreno †
Norrœnt Mál
Parlato in
Scandinavia, Islanda, Groenlandia, Fær Øer, Arcipelago britannico, Vinland, Normandia, il Volga e il territorio compreso
Periodo
VII secolo - XIV secolo
Locutori
Classifica estinta
Tassonomia
Filogenesi
Lingue indoeuropee
 Lingue germaniche
  Lingue germaniche settentrionali
   Lingua norrena
Codici di classificazione
ISO 639-2 non
ISO 639-3
non (EN)
Glottolog
oldn1244 (EN)
Estratto in lingua

Il Padre Nostro
Faþer vár es ert á himnum, verði nafn þitt hæilagt
Til kome ríke þitt, værði vili þin
sva a iarðu sem í himnum.
Gef oss ok hværn dag brauð vort dagligt
Ok fyr gefþu oss synþer órar,
sem vér fyr gefom þeim er viþ oss hafa misgert
Leiðd oss eigi í freistni, heldr leys þv oss frá öllu illu.
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - art. 1
Hveregir meðr órota örvir vilja ok réttom. Þeir hafa mun ok frǿði ok velhverr skolo gøra til nøkkorra sem brǿðr.


Old norse, ca 900.PNG
Distribuzione geografica del norreno e delle lingue ad esso collegate all'inizio del X secolo. L'area rossa è la zona di distribuzione del dialetto occidentale, l'area arancione quella del dialetto orientale, e l'isola rosa è il gutnico antico. L'area verde rappresenta l'estensione delle lingue germaniche occidentali con cui si ritiene che il norreno abbia avuto una certa mutua intelligibilità; l'area azzurra in Crimea rappresenta le ultime tracce del gotico e l'area gialla è quella di distribuzione dell'antico inglese (Old English) conosciuto anche come anglosassone (Anglo-Saxon).

La lingua norrena è una lingua germanica evolutasi dalla lingua proto-norrena successivamente al VII secolo e usata dagli abitanti della Scandinavia e delle loro colonie oltremare durante tutta l'era vichinga.


La maggior parte dei testi a noi pervenuti risalgono al cosiddetto periodo scandinavo antico della lingua islandese (1050-1350); lingua evolutasi dal norreno antico successivamente alla colonizzazione dell'Islanda nel IX secolo.


L'evoluzione di questa lingua islandese è il dialetto norreno occidentale, via di mezzo fra l'antico islandese e l'antico norvegese.


Tuttavia, esisteva anche un dialetto molto simile denominato norreno orientale, parlato in Danimarca e in Svezia nonché nei loro insediamenti extraterritoriali. Inoltre, non c'era una separazione territoriale ben definita fra le due varianti di questo idioma.


Fino al XIII secolo, queste varianti erano considerate dalla popolazione un linguaggio unico chiamato dansk tunga (nel dialetto orientale) o dǫnsk tunga (nel dialetto occidentale). Questi autonimi si traducono letteralmente con "lingua danese".


Il norreno aveva un rapporto di mutua intelligibilità con l'antico inglese e anche l'antico sassone e altre lingue parlate nella Germania settentrionale. Gradualmente è evoluto in queste lingue moderne: islandese, faroese, norvegese, danese e svedese.
Per questo, nella forma scritta, il norreno è comprensibile per coloro che parlano l'islandese moderno; tuttavia, specialmente nella pronuncia dei fonemi vocalici, è cambiato molto. Anche il faroese presenta molte somiglianze con questa lingua morta ma è stato molto influenzato dal danese, dal norvegese e dal gaelico scozzese.





Indice






  • 1 Distribuzione geografica


  • 2 Discendenti moderni


  • 3 Fonologia


    • 3.1 Vocali


    • 3.2 Consonanti


    • 3.3 Ortografia




  • 4 Grammatica


    • 4.1 Declinazioni


    • 4.2 Articolo


    • 4.3 Aggettivi


      • 4.3.1 Aggettivi comparativi e superlativi




    • 4.4 Avverbi


    • 4.5 Pronomi


      • 4.5.1 Pronomi personali


      • 4.5.2 Pronomi riflessivi


      • 4.5.3 Pronomi possessivi


      • 4.5.4 Pronomi dimostrativi, interrogativi ed indefiniti


        • 4.5.4.1 Pronomi dimostrativi


        • 4.5.4.2 Pronomi interrogativi


        • 4.5.4.3 Pronomi indefiniti




      • 4.5.5 Pronomi relativi




    • 4.6 Preposizioni, congiunzioni e altro


      • 4.6.1 Preposizioni


      • 4.6.2 Congiunzioni


      • 4.6.3 Interiezioni


      • 4.6.4 Particelle negative




    • 4.7 Verbi


      • 4.7.1 Verbi forti


        • 4.7.1.1 Modi indefiniti


        • 4.7.1.2 Modi definiti


        • 4.7.1.3 Ottativo




      • 4.7.2 Verbi deboli


        • 4.7.2.1 Modi indefiniti


        • 4.7.2.2 Modi definiti


        • 4.7.2.3 Ottativo




      • 4.7.3 Participio norreno






  • 5 Testi


  • 6 Relazioni con l'inglese


  • 7 Dialetti


    • 7.1 Norreno occidentale


      • 7.1.1 Esempi di testo




    • 7.2 Norreno orientale


      • 7.2.1 Esempio di testo




    • 7.3 Gutnico antico




  • 8 Bibliografia


  • 9 Voci correlate


  • 10 Altri progetti


  • 11 Collegamenti esterni





Distribuzione geografica |


L'antico islandese era essenzialmente identico all'antico norvegese da cui è derivato per distaccamento nel corso del IX e X secolo. Insieme formano un gruppo definito nordico occidentale o norreno; il nordico orientale era parlato invece in Danimarca e in Svezia e negli insediamenti russi, inglesi e in Normandia.


Il dialetto gutnico antico era parlato nel Gotland e in vari insediamenti ad est. Nell'XI secolo era la lingua europea più diffusa, con un'estensione che andava dal Vinland ad occidente al fiume Volga ad oriente. In Russia sopravvisse più a lungo a Novgorod e si estinse nel XIII secolo.



Discendenti moderni |


I suoi discendenti moderni sono le lingue scandinave occidentali, l'islandese, il faroese, il norvegese e la lingua estinta norn delle isole Orcadi e delle Shetland e le lingue scandinave orientali, come il danese e lo svedese. Il norvegese deriva dal norreno occidentale (scandinavo occidentale), ma nel corso dei secoli è stato largamente influenzato dal norreno orientale (scandinavo orientale).


Tra queste lingue, l'islandese e il faroese hanno subito pochi cambiamenti rispetto al norreno antico negli ultimi mille anni, anche se a causa del dominio danese sulle Fær Øer, il faroese è stato influenzato dal danese. Il norreno antico influenzò anche i dialetti inglesi e lo scots delle Lowland che contiene molte parole di origine norrena. Ha influenzato anche lo sviluppo del normanno.


Varie altre lingue, che non sono direttamente imparentate, sono state influenzate dal norreno, in particolare i dialetti normanni ed il gaelico scozzese. Il russo ed il finlandese hanno anch'esse molte parole nordiche; il termine "Russo" stesso deriva da "Rus'", nome di una tribù norrena.



Fonologia |



Vocali |


In norreno le vocali avevano opposizione di quantità e per questo i fonemi vocali si possono considerare a coppie, ogni coppia formata da una vocale breve e dalla vocale lunga corrispondente. Nell'ortografia si usa distinguere le vocali lunghe con un accento acuto. Mentre il fonema /æ/ è sempre lungo, la sua controparte breve non ha valore fonematico, ma è una variante combinatoria di /e/. Il corrispondente lungo di /ɔ/ è confluito in /aː/ nel corso del XIII secolo.



















































Vocali del norreno
  Anteriori Posteriori
Non Arrotondate Arrotondate
Chiuse
i y u

Semichiuse
ɛ œ øː o

Semiaperte
        ɔ
ɔː
Aperte
  æː     a



Consonanti |


Il norreno antico ha sei fonemi occlusivi. Di questi, /p/ si trova raramente ad inizio parola, /d/ e /b/ non si trovano mai tra due vocali, a causa degli allofoni fricativi della lingua proto-germanica (es. *b *[β] > v tra due vocali). Tra vocali posteriori il fonema /g/ è realizzato come una fricativa sonora velare [ɣ].

























































 
Labiali
Dentali
Alveolari
Palatali
Velari
Glottali
Occlusive

p b


t d


k ɡ

Nasali
   m

   n



Fricative

f

θ ð

s



h
Approssimanti
   w


   j


Liquide



r l





Ortografia |


L'ortografia standardizzata nel norreno antico fu creata nel XIX secolo ed è essenzialmente fonetica. La differenza più significativa è che la differenza non fonemica tra le fricative dentali sonore ed afone è marcata. Come menzionato sopra, le vocali lunghe vengono denotate con accenti acuti. La maggior parte delle altre lettere vengono scritte con lo stesso simbolo del fonema IPA, a parte le eccezioni mostrate nella tabella qui sotto.









































Ortografia delle lettere che non usano i simboli IPA
IPA Standard Alternativo
[ɔ] ǫ ö
[æː] æ
[œ] ø
[øː] œ ǿ
[θ] þ
[w] v


Grammatica |


Il norreno è una lingua dalla flessione molto ricca. Gran parte della complessità grammaticale viene mantenuta nell'islandese moderno, mentre il norvegese moderno vede un sistema grammaticale più semplificato.


I sostantivi possono avere tre generi: maschile, femminile e neutro. I sostantivi, gli aggettivi e i pronomi vengono declinati in quattro casi: nominativo, genitivo, dativo e accusativo utilizzati in circa nove declinazioni "pratiche". Esistono tre numeri: singolare, plurale e - solo per la prima e la seconda persona singolare e plurale - il duale.



Declinazioni |


1° declinazione


Comprende nomi solamente maschili e neutri con poche irregolarità.


Sostantivo maschile armr "braccio", cfr. inglese "arm", tedesco "Arm":





























Singolare
Plurale
Nominativo armr armar
Genitivo arms arma
Dativo armi
ǫrmum
Accusativo arm arma

Sostantivo neutro kyn "stirpe", cfr. ingl. "kin", latino "genus", "gens", "genero", greco antico "γίγνομαι", "γένος", "γονεύς", "γονάς":





























Singolare
Plurale
Nominativo kyn kyn
Genitivo kyns kynja
Dativo kyni kynjum
Accusativo kyn kyn

2° declinazione


Comprende solo nomi femminili, degli antichi temi in -ō -wō -jō -iō.


Sostantivo femminile elfr "fiume":





























Singolare
Plurale
Nominativo elfr elfar
Genitivo elfar elfa
Dativo elfi elfum
Accusativo elfi elfar

Sostantivo femminile dǫf "lancia":





























Singolare
Plurale
Nominativo dǫf dafar
Genitivo dafar dafa
Dativo dǫf dǫfum
Accusativo dǫf dafar

3° declinazione


La terza declinazione comprende nomi maschili e femminili.


Sostantivo maschile staðr "luogo", cfr. ted. "Stadt" (città):





























Singolare
Plurale
Nominativo staðr staðir
Genitivo staðar staða
Dativo stað stǫðum
Accusativo stað staði

Sostantivo femminile drótt "schiera":





























Singolare
Plurale
Nominativo drótt dróttir
Genitivo dróttar drótta
Dativo drótt dróttum
Accusativo drótt dróttir

Sostantivo maschile irr. gestr "ospite", cfr. lat. "hostis", ted. "Gast", ing. "host":





























Singolare
Plurale
Nominativo gestr gestir
Genitivo gests gesta
Dativo gesti gestum
Accusativo gest gesti

4° declinazione


La 4° declinazione comprende i nomi maschili, femminili e neutri terminanti in nasale


Sostantivo maschile hani "gallo", cfr. ted. "Hahn":





























Singolare
Plurale
Nominativo hani hanar
Genitivo hana hana
Dativo hana hǫnum
Accusativo hana hana

Sostantivo femminile gata "strada":





























Singolare
Plurale
Nominativo gata gǫtur
Genitivo gǫtu gatna
Dativo gǫtu gǫtum
Accusativo gǫtu gǫtur

Sostantivo neutro hjarta "cuore", cfr. ing. "heart", ted. "Herz", dan. "hjerte", latino "cor", greco antico "καρδία", "κῆρ":





























Singolare
Plurale
Nominativo hjarta hjǫrtu
Genitivo hjarta hjartna
Dativo hjarta hjǫrtum
Accusativo hjarta hjǫrtu

5° e 6° declinazione


La 5° e la 6° declinazione comprendono unicamente temi radicali, ovvero temi terminanti per consonante. La 5° comprende unicamente sostantivi femminili e la 6° unicamente maschili.


Sostantivo femminile (5° decl.) brók "calzone", cfr. lat. "bragae":





























Singolare
Plurale
Nominativo brók brœkr
Genitivo brókar bróka
Dativo brók brókum
Accusativo brók brœkr

Sostantivo maschile (6° decl.) fótr "piede", cfr. ing. "foot", ted. "Fuß", nl. "voet", latino "pes", greco antico "ποῦς":





























Singolare
Plurale
Nominativo fótr fœtr
Genitivo fótar fóta
Dativo fœti fótum
Accusativo fót fœtr

7° declinazione


La 7° declinazione comprende solamente nomi maschili con tema in -u.


Sostantivo maschile vǫllr "campo", cfr. ted. "Feld", inglese "field":





























Singolare
Plurale
Nominativo vǫllr vellir
Genitivo vallar valla
Dativo velli vǫllum
Accusativo vǫll vǫllu

8° declinazione


L'8° declinazione comprende nomi maschili e femminili con tema in -r.


Sostantivo maschile faðir "padre", cfr. ing. "father", lat. "pater", greco antico "πατήρ", ita. "padre", ted. "Vater", ecc.:





























Singolare
Plurale
Nominativo faðir feðr
Genitivo fǫður feðra
Dativo fǫður, feðr feðrum
Accusativo fǫður feðr

Sostantivo femminile móðir "madre", cfr. ingl. "mother", lat. mater", greco antico "μήτηρ" ita. "madre", ted. "Mutter", ecc.:





























Singolare
Plurale
Nominativo móðir mœðr
Genitivo móður mœðra
Dativo móður, mœðr mœðrum
Accusativo móður mœðr

9° declinazione


La nona declinazione comprende i sostantivi derivati dai verbi (participio presente). Alcuni participi si sono con il tempo trasformati in veri e propri sostantivi, tali sono: bóndi "contadino", fjándi "nemico" (cfr. ted. "Feind") e frændi "parente" (cfr. ted. "Freund" e ing. "friend", amico)


Participio pres. sostantivato gefandi "donatore" dal verbo gefa "dare" (cfr. ing. "give", ted. "geben", nl. "geven", dare):





























Singolare
Plurale
Nominativo gefandi gefendr
Genitivo gefanda gefanda
Dativo gefanda gefǫndum
Accusativo gefanda gefendr

Sostantivo (un tempo participio) bóndi:





























Singolare
Plurale
Nominativo bóndi bœndr
Genitivo bónda bónda
Dativo bónda bǫndum
Accusativo bónda bœndr


Articolo |


Nel norreno "classico" l'articolo non esisteva, tuttavia dopo l'anno 1000 fu introdotto inn come articolo determinativo sia enclitico (se accompagnava un sostantivo) che non (se accompagnava un aggettivo)
In epoca ancora più tarda venne introdotto anche la forma dimostrativa hinn "quello".


Inn in forma proclitica (cioè accompagnando gli aggettivi) aveva una declinazione.


L'articolo maschile inn:





























Singolare
Plurale
Nominativo inn inir
Genitivo ins inna
Dativo inum inum
Accusativo inn ina

L'articolo femminile in:





























Singolare
Plurale
Nominativo in inar
Genitivo innar inna
Dativo inni inum
Accusativo ina inar

L'articolo neutro it, cfr. ing. "it":





























Singolare
Plurale
Nominativo it in
Genitivo ins inna
Dativo inu inum
Accusativo it in

Una caratteristica peculiare delle lingue scandinave è data dal fatto che normalmente l'articolo determinativo viene attaccato alla fine del sostantivo a cui l'articolo stesso si riferisce, per esempio: hestr "un cavallo" diventa hestrinn (hestr+inn) "il cavallo". La regola base è quindi che l'articolo determinativo segue il caso del sostantivo a cui si riferisce. Quando un sostantivo - o la sua desinenza - finisce con una vocale, la -i- iniziale dell'articolo cade. Ad esempio, il dativo singolare di hestrinn "il cavallo" è hestinum (hesti+inum: notiamo che la -i- dell'articolo inum cade, poiché la desinenza del sostantivo in caso dativo termina per vocale).


Inn in forma enclitica (cioè accompagnando i sostantivi) ha una declinazione.


L'articolo maschile -inn:





























Singolare
Plurale
Nominativo -(i)nn -(i)nir
Genitivo -(i)ns -nna
Dativo -(i)num -num
Accusativo -(i)nn -(i)na

Quindi, se prendiamo ad esempio il sostantivo maschile "hestr" (cavallo) avremo:













































hestr + inn

Singolare

Nominativo
hestrinn


Genitivo
hestsins


Dativo
hestinum


Accusativo
hestinn

Plurale

Nominativo
hestarnir


Genitivo
hestanna


Dativo
hestunum


Accusativo
hestana

L'articolo femminile -in:





























Singolare
Plurale
Nominativo -(i)n -nar
Genitivo -(i)nnar -nna
Dativo -(i)nni -num
Accusativo -(i)na -nar

Quindi, se prendiamo ad esempio il sostantivo femminile "kona" (donna) avremo:













































kona + in

Singolare

Nominativo
konan


Genitivo
konunnar


Dativo
konunni


Accusativo
konuna

Plurale

Nominativo
konurnar


Genitivo
kvennanna


Dativo
konunum


Accusativo
konurnar

L'articolo neutro -it, cfr. ing. "it":





























Singolare
Plurale
Nominativo -(i)t -(i)n
Genitivo -(i)ns -nna
Dativo -(i)nu -num
Accusativo -(i)t -(i)n

Quindi, se prendiamo ad esempio il sostantivo neutro "barn" (bambino) avremo:













































barn + it

Singolare

Nominativo
barnit


Genitivo
barnsins


Dativo
barninu


Accusativo
barnit

Plurale

Nominativo
bǫrnin


Genitivo
barnanna


Dativo
bǫrnunum


Accusativo
bǫrnin

Riguardo all'articolo determinativo, riassumendo, notiamo che:



  • la -i- dell’articolo cade sempre nel nom. pl. masch. e nel nom./acc. pl. femm. Per esempio: hestarnir (hestar+inir); hallirnar (hallir+inar); konurnar (konur+inar).

  • nel dat. pl., i nomi perdono la finale -m della desinenza -um, e l’articolo perde la sua -i- iniziale. Per esempio: konungunum (konungum+inum); mǫnnunum (mǫnnum+inum); hǫllunum (hǫllum+inum); e bǫrnunum (bǫrnum+inum).

  • rispetto ai sostantivi di una sillaba che finiscono in vocale, come á (fiume), brú (ponte) e bú (fattoria), l’articolo non perde la -i- se quest’ultimo, a sua volta, consiste di una sillaba. Quindi il nom. sg. femm. á + l’articolo in diventa áin, altrimenti la -i- cade come al solito. Per esempio: il dat.sg á + inni diventa ánni perché l’articolo inni ha più di una sillaba, per cui la -i- dell’articolo cade normalmente.

  • il sostantivo maðr ha delle forme speciali il nom. pl. mennirnir e l’acc. pl. mennina.


L'articolo indeterminativo non esisteva in norreno: al suo posto si poteva utilizzare invece il numerale einn "uno", ma più spesso si tralasciava del tutto.



Aggettivi |


Gli aggettivi a differenza dei sostantivi seguivano solo tre declinazioni.
Si distinguevano in forti e deboli, gli aggettivi deboli si utilizzivano:



  • Se l'aggettivo è di grado comparativo.

  • Se l'aggettivo è posposto al sostantivo: maðr góði «uomo buono».

  • Se si trova in caso vocativo: góði maðr «o buon uomo».

  • Se è preceduto dall'articolo: inn góði maðr «il buon uomo».

  • Se si trova in forma determinativa (con l'articolo determinativo enclitico): góði maðrinn «il buon uomo»


La declinazione forte si utilizzava in tutti gli altri casi, ed era uguale alle prime tre dei sostantivi.


Declinazione debole


Aggettivo spaki "il saggio"



































































Caso Maschile Femminile Neutro

Singolare
Nominativo spaki spaka spaka

Genitivo spaka spǫku spaka

Dativo spaka spǫku spaka

Accusativo spaka spǫku spaka

Plurale
Nominativo spǫku spǫku spǫku

Genitivo spǫku spǫku spǫku

Dativo spǫkum spǫkum spǫkum

Accusativo spǫku spǫku spǫku


Aggettivi comparativi e superlativi |


Gli aggettivi comparativi hanno solo la declinazione debole, i superlativi le hanno entrambe.
La comparazione avviene ampliando il tema con il suffisso -ar (cfr. ingl. -er) dopo il quale viene la declinazione regolare, i superlativi ampliandolo con il suffisso -ast (cfr. ingl. -est) dopo il quale viene la declinazione regolare. I suffissi possono anche essere (in alcuni aggettivi) sincopati.
Es: fagr "bello" diviene al comparativo fegri e al superlativo fegrstr.



Avverbi |


In Norreno vi è un grande numero di avverbi tratti principalmente da aggettivi forti. Generalmente sono indeclinabili.


Il comparativo e il superlativo degli avverbi funziona in egual modo che con gli aggettivi.



Pronomi |



Pronomi personali |


I pronomi personali in norreno si declinano come i sostantivi. Tuttavia la 1° e la 2° persona, oltre al singolare e al plurale, presenta un terzo numero: il duale.


1° persona:

































Casi Singolare Duale Plurale
nominativo ek, jak* vit, mit vér, mér
genitivo mín okkar vár
dativo mér okkr oss, øss
accusativo mik okkr oss, øss

*forma arcaica di ek


2° persona:

































Casi Singolare Duale Plurale
nominativo þú it, þit ér, þér
genitivo þín ykkar yðvár
dativo þér ykkr oss, yðr
accusativo þik ykkr yðr

3° persona:



































































Casi Maschile Femminile
Neutro

Singolare
nominativo hann hon, hón, hún
þat

genitivo hans hennar
þess

dativo honum henni
því,þí

accusativo hann hana
þat

Plurale

nominativo
þeir
þær
þau


genitivo
þeir(r)a
þeir(r)a
þeir(r)a


dativo
þeim
þeim
þeim


accusativo
þá
þær
þau


Pronomi riflessivi |


Il pronome riflessivo in norreno è sik "sé, sé stesso". Manca naturalmente del nominativo, ma si usa per tutti e tre i numeri.



















Casi Sing., duale, plur.
genitivo sín
dativo sér
accusativo sik

L'accusativo sik è anche impiegato nella formazione del medio-passivo nei verbi.



Pronomi possessivi |


I pronomi possessivi singolari, in norreno, hanno una declinazione identica per tutte le persone, cambia solamente la lettera iniziale. Nella 1ª persona è minn "mio"
Nella 2ª persona è þinn "tuo"
Nella 3ª persona è sinn "suo".


I pronomi possessivi si declinano come gli aggettivi forti, tranne per l'accusativo maschile singolare, in cui la desinenza è -n.


È molto importante tuttavia notare che il pronome personale "sinn", si utilizza sia per la 3 persona singolare che per la 3 persona plurale. Per cui sinn potrebbe essere tradotto come "suo (di lui)", nel caso si utilizzi come pronome personale in 3 persona singolare, oppure come "suo (di loro)/loro" nel caso si utilizzi come pronome personale in 3 persona plurale.



































































minn

Casi Maschile Femminile Neutro

Singolare
Nominativo minn mín mitt

Genitivo míns minnar míns

Dativo mínum minni mínu

Accusativo minn mína mitt

Plurale
Nominativo mínir mínar mín

Genitivo minna minna minna

Dativo mínum mínum mínum

Accusativo mína mínar mín


































































þinn

Casi
Maschile
Femminile
Neutro

Singolare

Nominativo
þinn
þín
þitt


Genitivo
þíns
þinnar
þíns


Dativo
þínum
þinni
þínu


Accusativo
þinn
þína
þitt

Plurale

Nominativo
þínir
þínar
þín


Genitivo
þinna
þinna
þinna


Dativo
þínum
þínum
þínum


Accusativo
þína
þínar
þín


































































sinn

Casi
Maschile
Femminile
Neutro

Singolare

Nominativo
sinn
sín
sitt


Genitivo
síns
sinnar
síns


Dativo
sínum
sinni
sínu


Accusativo
sinn
sína
sitt

Plurale

Nominativo
sínir
sínar
sín


Genitivo
sinna
sinna
sinna


Dativo
sínum
sínum
sínum


Accusativo
sinn
sínar
sín

I pronomi possessivi plurali in norreno esistono per la 1ª e la 2ª pers. nei tre generi.


1° persona plurale "nostro"

















































































Casi Maschile Femminile Neutro

Nominativo sing.
vár vö́r, ór várt

genitivo sing.
várs várrar várs

dativo sing.
vö́rom, órom várre vö́ro, óro

accusativo sing.
várn vára, óra várt

Nominativo duale
okkarr okkor okkart

Genitivo duale
okkars okkarrar okkars

Dativo duale
okkrom okkarri okkro

Accusativo duale
okkarn okkra okkart

nominativo plur.
várer, órer várar, órar vö́r, ór

genitivo plur.
várra várra várra

dativo plur.
vö́rom, órom vö́rom, órom vö́rom, órom

accusativo plur.
vára, óra várar, órar vö́r, ór

2° persona plurale "vostro"

















































































Casi Maschile Femminile Neutro

Nominativo sing.
yðvarr yðor yðvart

genitivo sing.
yðvars yðvarrar yðvars

dativo sing.
yðrom yðvarre yðro

accusativo sing.
yðvarn yðra yðvart

Nominativo duale
ykkarr ykkor ykkart

Genitivo duale
ykkars ykkarrar ykkars

Dativo duale
ykkrom ykkarri ykkro

Accusativo duale
ykkarn ykkra ykkart

nominativo plur.
yðrer yðrar yðor

genitivo plur.
yðvarra yðvarra yðvarra

dativo plur.
yðrom yðrom yðrom

accusativo plur.
yðra yðrar yðor


Pronomi dimostrativi, interrogativi ed indefiniti |


In norreno esistevano molti altri tipi di pronomi tutti declinabili ecco una lista (senza declinazione) dei più comuni.



Pronomi dimostrativi |


  • "quello"






































































Casi
Maschile
Femminile
Neutro

Singolare

Nominativo


þat


Genitivo
þess
þeir(r)a
þess


Dativo
þeim
þeir(r)i
því/þí


Accusativo
þann
þá
þat

Plurale

Nominativo
þeir
þær
þau


Genitivo
þeira
þeira
þeira


Dativo
þeim
þeim
þeim


Accusativo
þá
þær
þau


  • þessi "questo"






































































Casi
Maschile
Femminile
Neutro

Singolare

Nominativo
þessi/sjá
þessi/sjá
þetta


Genitivo
þessa
þessar(r)ar/þessar
þessa


Dativo
þessum/þeima
þessar(r)i/þessi
þessu/þvísa


Accusativo
þenna
þessa
þetta

Plurale

Nominativo
þessir
þessar
þessi


Genitivo
þessa/þessar(r)a
þessa/þessar(r)a
þessa/þessar(r)a


Dativo
þessum/þeima
þessum/þeima
þessum/þeima


Accusativo
þessa
þessar
þessi


  • hinn "quello"


Pronomi interrogativi |



  • hvat "che cosa?"


  • hverr "chi?"


  • hvárr "chi dei due?


  • hvar "dove"?


  • hvilikr "come?"



Pronomi indefiniti |



  • einnhverr "chiunque"


  • eitthvat "qualsiasi cosa"


  • nakvarr "qualcuno"


  • nøkkorr "chiunque"


  • einn "un tale"


  • sumr "qualche"


  • engi, neinn "nessuno"


  • hvárgi "nessuno tra due"


  • man(n)gi "nessun uomo"


  • vetki "nulla, niente"


  • maðr "uno, un tale"


  • hvergi, hvárgi "ogni, ognuno"


  • hvárr "ognuno (fra due)"


  • hverr "ognuno (fra molti)"


  • annarr hvárr, annarr tveggja "uno dei due"


  • hvárr tveggja "ognuno dei due, tutti e due"


  • hvat, hvatki, hvatvetni "ogni cosa, tutto"



Pronomi relativi |


Inizialmente il norreno non aveva alcuna forma di pronome relativo. Si provvide in parte facendo ricorso ai pronomi interrogativi hvat, hverr e hvílíkr, oppure al pronome dimostrativo .


In epoca più tarda si diffuse l'uso delle particelle invariabili es/er e sem. Queste erano di solito precedute dal dimostrativo , , þat che serve per indicare il genere. Ad esempio: sa es «colui che», anche ridotto in sa's.


Non infrequente, in ogni caso, l'uso norreno di tralasciare il pronome relativo.



Preposizioni, congiunzioni e altro |



Preposizioni |



  • Reggono il dativo: af "da, fuori", frá "da", gegn "contro", hjá "presso", ór/úr "fuori da". Reggono il dativo (se indicano lo stato) o l'accusativo (se indicano il moto): at "presso", á "in", eptir/ept "dopo", fyrir/fyr "davanti" "prima", í "in", mið "con", undir/und "sotto", við "con", yfir "sopra".

  • Reggono il genitivo: meðal "in mezzo", milli "in mezzo", til "verso"



Congiunzioni |



  • Le congiunzioni copulative sono: ok "e", "né", enda "anche".

  • Le congiunzioni avversative sono: en "ma", heldr "però, piuttosto".

  • Le congiunzioni disgiuntive sono: eða/eðr "o", ella/ellagar "oppure".

  • Congiunzione privativa è nema "a meno che" (lett. "prendere").

  • Congiunzione comparativa è en/an "che".

  • Congiunzione modale è sem "come".

  • Congiunzione causali sono: alls "poiché", því "perché", því at "per il fatto che".

  • Le concessive sono rappresentate da þó "sebbene" e þótt "sebbene".

  • La principale congiunzione consecutiva è svá at, svát "cosicché".

  • Particella interrogativa è hvart oppure "ef" "se".

  • Congiunzioni temporali sono: þegar er "non appena", síðan er "dopo che", meðan er "mentre".

  • Congiunzione rafforzativa è of "proprio", che trova impiego nei testi poetici e giuridici più arcaici e non ha un significato preciso. Di solito in traduzione si tralascia. Per esempio: hann of sá "egli proprio vide".



Interiezioni |


Le interiezioni più comuni sono: já/jú "sì", nei/ekki "no", vei "guai!", aví "ahimè!", "orsù!"



Particelle negative |


Il norreno dispone di particelle negative soprattutto enclitiche, quali -a/-at "non". La particella -gi/-ge "non" diventa -ki/-ke quando è unita a una parola che termina per -s o per -t (cfr. vetki "nulla").
Nella tarda prosa trovano impiego sempre più ampio le negazioni ekki/ekke "non" ed eigi "non". In luogo di quest'ultimo si ha anche la scrittura ei.
E per ultima la negazione proclitica ne "non" usata soprattutto in poesia, e rimasta in aggettivi distributivi composti del tipo nakkvarr "qualcuno" o neinn "nessuno".



Verbi |


I verbi norreni come nelle altre lingue germaniche si distinguono in forti e deboli.


In norreno vi sono cinque modi: tre finiti (indicativo, ottativo, anche detto congiuntivo e imperativo) e due indefiniti (infinito, participio). L'indicativo e l'ottativo hanno due tempi (presente e passato) coniugati in sei persone (uguali a quelli italiano) e in due diatesi (attiva e medio-passiva).


I verbi forti formano il passato direttamente aggiungendo una desinenza alla radice al contrario i verbi deboli formano il passato interponendo tra radice e desinenza una consonante dentale.



Verbi forti |


I verbi forti si coniugano seguendo 4 coniugazioni "tipo".



Modi indefiniti |






















Infinito Imperativo
colpire skjóta
skjót
aiutare hjálpa
hjálp
vedere sjá
sí


  • L'infinito si forma con la desinenza -a

  • L'imperativo si forma direttamente dalla radice pura dell'infinito privata della desinenza -a



Modi definiti |

Indicativo presente


L'indicativo presente si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale / 1° singolare
infinito Metafonia palatale -r 2° singolare
infinito Metafonia palatale -r 3° singolare
infinito Metafonia labiale -um 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -a 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)


Indicativo passato


L'indicativo passato si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale / 1° singolare
infinito Metafonia labiale -t 2° singolare
infinito Metafonia labiale / 3° singolare
infinito Metafonia labiale -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -oð 2° plurale
infinito Metafonia labiale -o 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)



Ottativo |

L'ottativo come l'indicativo si distingue in presente e passato.


Ottativo presente













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -i 3° plurale

Ottativo passato













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale -a 1° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 2° singolare
infinito Metafonia palatale -i 3° singolare
infinito Metafonia palatale -im 1° plurale
infinito Metafonia palatale -ið 2° plurale
infinito Metafonia palatale -i 3° plurale


Verbi deboli |


I verbi deboli formano i tempi passati interponendo tra radice e desinenza una dentale.



Modi indefiniti |






















Infinito Imperativo
dire telja
tel
chiamare kalla
kalla
svegliare vaka
vaki


  • L'infinito si forma con la desinenza -a

  • L'imperativo si forma direttamente dalla radice pura dell'infinito privata della desinenza -a



Modi definiti |

Indicativo presente


L'indicativo presente si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia palatale -i 1° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 2° singolare
infinito Metafonia palatale -ir 3° singolare
infinito Metafonia labiale -om 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -a 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra).


Indicativo passato


L'indicativo passato si forma partendo dalla radice dell'infinito e modificandola secondo complesse regole fonologiche:



















































Radice Metafonia vocalica (della radice) dentale interposta Desinenze
infinito Metafonia labiale -ð- -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -um 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -uð 2° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -u 3° plurale

Come in Italiano i verbi si coniugano con i pronomi personali e delle desinenze (elencate nella tabella qui sopra)



Ottativo |

L'ottativo come l'indicativo si distingue in presente e passato.


Ottativo presente













































Radice Metafonia vocalica (della radice) Desinenze
infinito Metafonia labiale -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -i 3° plurale

Ottativo passato




















































Radice Metafonia vocalica (della radice) dentale interposta Desinenze
infinito Metafonia labiale -ð- -a 1° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -ir 2° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° singolare
infinito Metafonia labiale -ð- -im 1° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -ið 2° plurale
infinito Metafonia labiale -ð- -i 3° plurale


Participio norreno |


Anche il participio in norreno si divide tra i verbi deboli e forti.
Per vederne la declinazione nominativa si vada alla 9ª declinazione.


Participio presente


Nei verbi forti si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -inn.
Nei verbi deboli si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -ðr.


Participio passato


Nei verbi forti si forma aggiungendo alla radice dell'infinito -andi.
Nei verbi deboli si forma interponendo tra la radice dell'infinito e la desinenza -andi la dentale -ð-.



Testi |


Le prime iscrizioni in norreno sono scritte in alfabeto runico e risalgono all'VIII secolo, e questo alfabeto fu usato fino al XV secolo.
Con la conversione al Cristianesimo nell'XI secolo si diffuse anche l'alfabeto latino. I testi più antichi in norreno scritti con quest'ultimo alfabeto risalgono alla metà del XII secolo.
Successivamente il norreno divenne il veicolo di trasmissione della letteratura vernacolare, unica nell'Europa medievale. La maggior parte delle opere sopravvissute furono scritte in Islanda, le più conosciute sono le saghe e la letteratura mitologica, ma sono state ritrovate anche traduzioni di romanzi cortesi, mitologia classica, l'antico testamento, ed anche trattati di grammatica e un grande numero di lettere e documenti ufficiali.



Relazioni con l'inglese |


L'antico inglese e il norreno erano lingue strettamente collegate e non è sorprendente che alcune parole nordiche suonino familiari agli anglofoni: per esempio armr e arm (braccio), fótr e foot (piede), land e land (terra), fullr e full (pieno), hanga e to hang (appendere), standa e to stand (stare in piedi), taka e take (prendere), börn e born (nato), ef e if (se), kylr e cold (freddo), kottr e cat (gatto), kyssa e kiss (baciare), mús e mouse (topo) smár e small (piccolo), úti e out (fuori), vaka e wake (svegliare), upp e up (sopra), ulfr e wolf (lupo), trúa e true (fede), standa e stand (stare), rinna e run (correre), e yes (si), hafa e have (avere), geta e get (ricevere, prendere), egg e egg (uovo), hellefo e eleven (undici), bók e book (libro), eta e eat (mangiare), grund e ground (terra).


Questa somiglianza è data dalla provenienza comune di queste due lingue, l'antico germanico. Ma in più, un gran numero di parole del norreno sono finite anche nell'inglese per opera dei vichinghi. Infatti i Vichinghi (o Normanni) oltre a parlare (almeno in buona parte) norreno, al tempo della colonizzazione della Gran Bretagna parlavano normanno che oltre ad essere influenzato dal francese aveva principalmente nel suo vocabolario parole di origine norrena portando così all'inglese non solo parole di origine "francese" (le quali formano tra il 28,3% e il 41% il dizionario anglofono) ma anche di origine norrena.



Dialetti |


Quando il proto-norreno si è evoluto nel norreno, nel corso dell'VIII secolo, gli effetti dell'Umlaut (o metafonia) variarono geograficamente. I tipici mutamenti metafonetici (per esempio fylla da *fullian) erano più forti nell'ovest mentre gli esiti di frattura (per esempio hiarta da *herto) erano maggiormente presenti nell'est. Questa differenza è la principale ragione dietro la dialettizzazione che ebbe luogo nel IX e X secolo dando forma ad un antico nordico occidentale in Norvegia e negli insediamenti nell'Atlantico e un antico nordico orientale in Danimarca e Svezia.


Una seconda differenza era che gli antichi dittonghi generalmente diventavano monottonghi nel dialetto orientale. Per esempio la parola stain divenne sten, mentre mantenne il dittongo nella forma steinn di quello occidentale. Nell'antico gutnico questo dittongo rimase. Una somiglianza fra quest'ultima lingua e il dialetto occidentale era che entrambi mantennero il dittongo au, come ad esempio in auga, che nella variante occidentale divenne øgha. Similmente il dittongo ey, conservato in area occidentale ad esempio nella parola heyra, a est divenne ø, nell'equivalente høra, mentre nell'antico gutnico passò ad oy, come in hoyra.













norreno occidentale
antico gutnico
norreno orientale
auga "occhio"
stein "pietra"
heyra "udito"
auga
stain
hoyra
øgha
sten
høra

Una terza differenza era che il norreno occidentale perse certe combinazioni di consonanti in favore di raddoppiamenti: ad esempio le combinazioni -mp-, -nt-, e -nk- furono assimilate in -pp-, -tt- e -kk-, e questo fenomeno avvenne in modo minore nel dialetto orientale.











norreno occidentale
norreno orientale
sopp "fungo"
bratt "precipizio"
ekkia "vedova"
svamp
brant
ænkia

Tuttavia queste differenze non erano tali da precludere la mutua comprensione. I dialetti rimanevano ancora molto simili e venivano ancora considerati parti della stessa lingua, definita generalmente dagli stessi parlanti lingua danese. Ad esempio:


.mw-parser-output .citazione-table{margin-bottom:.5em;font-size:95%}.mw-parser-output .citazione-table td{padding:0 1.2em 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang{vertical-align:top}.mw-parser-output .citazione-lang td{width:50%}.mw-parser-output .citazione-lang td:first-child{padding:0 0 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang td:nth-child(2){padding:0 1.2em}






(NON)

«Móðir Dyggva var Drótt, dóttir Danps konungs, sonar Rígs er fyrstr var konungr kallaðr á danska tungu»


(IT)

«La madre di Dyggve era Drott, la figlia del re Danp, il figlio di Ríg, il primo che venne chiamato re nella lingua danese.»


(Snorri Sturluson, Ynglinga saga)

Qui abbiamo un confronto fra i due dialetti. Si tratta di una trascrizione da una delle Pietre runiche di Funbo (U990) che significa:









«Veðr e Thegn e Gunnar elevarono questa pietra alla morte di Haursa, loro padre. Dio aiuti la sua anima»


(Italiano)








«Veðr ok Þegn ok Gunnarr reistu stein þenna at Haursa, föður sinn. Guð hjalpi önd hans»


(Dialetto occidentale)








«Veðr ok Þegn ok Gunnarr ræistu stæin þenna at Haursa, faður sinn. Guð hialpi and hans»


(Dialetto orientale)


Norreno occidentale |


La maggior parte delle novità che apparvero nel dialetto occidentale si diffusero anche nell'area della lingua principale, ma alcune erano geograficamente limitate e crearono una differenza dialettale fra i due dialetti stessi. Una differenza era che quello occidentale non partecipo alla monottongazione che modificò æi/ei in e, øy/ey in ø e au in ø.


Una primitiva differenza era che l'occidentale aveva le forme ("dimora") e trú ("fede") mentre l'orientale aveva . L'occidentale era anche caratterizzato dall'umlaut sulla u che significava che per esempio il proto-norreno *tanþu era pronunciato tönn e tand in quello orientale. Inoltre ci sono state modifiche tratte dal proto norreno, ad esempio bekkr dall'antico *bankiaz.


Il primo frammento di testo che appare nelle iscrizioni runiche e nei poemi fu composto circa nel X secolo da Tjodolf da Hvin. I primi manoscritti sono del periodo 1150-1200 e trattano sia di argomenti legali, religiosi e storici. Durante il XII e XIII secolo, Trøndelag e Vestlandet furono le aree più importanti del Regno di Norvegia e diedero forma al dialetto occidentale come una lingua arcaica con una ricca dotazione di declinazioni. La versione occidentale rimase un dialetto uniforme, e ciò crea delle difficoltà nel distinguere se un testo sia stato scritto in antico islandese o in norvegese antico, e lo si definisce, per ovviare la problematica, norrœn tunga ("lingua norrena").


L'antico norvegese si differenziò prima dall'antico islandese per la perdita della consonante h nella posizione iniziale prima di l, n e r. Questo significò che mentre l'islandese aveva la parola hnefi ("pugno"), il norvegese aveva le corrispondenti næve e neve.


Circa nel XIV secolo la corte si spostò nel sud-est della Norvegia e la vecchia scrittura divenne antiquata. Dopo l'unificazione con la Svezia, circa nel 1319, l'antico svedese cominciò a influenzare il norvegese e la peste del 1350 circa, significò più o meno la fine della vecchia tradizione letteraria. L'influenza dal norreno orientale cominciò e continuò dopo l'unificazione con la Danimarca nel 1380.



Esempi di testo |


Il testo seguente proviene dalla Egils saga. Il manoscritto è il più vecchio conosciuto per quella saga, così è chiamato frammento θ del XIII secolo. Il testo dimostra anche che un lettore moderno potrebbe avere qualche difficoltà con il testo del manoscritto intatto.













Il manoscritto, lettera per lettera
Lo stesso testo in norreno, ma standardizzato
Lo stesso testo in islandese moderno

ÞgeiR blundr systor s egils v þar aþingino & hafði
gengit hart at liþueizlo við þst. h bað egil & þa
þstein coma ser t staðfesto ut þangat a myrar
h bio aðr fyr suNan huit a fyr neþan blundz vatn
Egill toc uel aþui. oc fysti þst at þr leti h þangat fa
ra. Egill setti þorgeir blund niðr at ana brecko
En stein fǫrði bustað siN ut yf lang á. & settiz niðr
at leiro lǫk. En egill reið hei suðr anes ept þingit
m flocc siN. & skilðoz þr feðgar m kęrleic



Þorgeirr blundr, systursonr Egils, var þar á þinginu ok hafði
gengit hart at liðveizlu við Þorstein. Hann bað Egil ok þá
Þorstein koma sér til staðfestu út þangat á Mýrar;
hann bjó áðr fyrir sunnan Hvítá, fyrir neðan Blundsvatn.
Egill tók vel á því ok fýsti Þorstein, at þeir léti hann þangat fara.
Egill setti Þorgeir blund niðr at Ánabrekku,
en Steinarr fœrði bústað sinn út yfir Langá ok settisk niðr
at Leirulæk. En Egill reið heim suðr á Nes eptir þingit
með flokk sinn, ok skildusk þeir feðgar með kærleik.



Þorgeir blundur, systursonur Egils, var þar á þinginu og hafði
gengið hart að liðveislu við Þorstein. Hann bað Egil og þá
Þorstein að koma sér til staðfestu út þangað á Mýrar;
hann bjó áður fyrir sunnan Hvítá, fyrir neðan Blundsvatn.
Egill tók vel á því og fýsti Þorstein, að þeir létu hann þangað fara.
Egill setti Þorgeir blund niður að Ánabrekku,
en Steinar færði bústað sinn út yfir Langá og settist niður
að Leirulæk. En Egill reið heim suður á Nes eftir þingið
með flokk sinn, og skildust þeir feðgar með kærleik.




Norreno orientale |


Il norreno orientale, fra il IX e XI secolo, in Svezia era chiamato "svedese runico" e in Danimarca "danese runico", ma l'uso di "svedese" e "danese" non è per ragioni linguistiche. La denominazione di "runico" poiché i testi compaiono scritti con l'alfabeto runico- diversamente dal proto-norreno, che fu scritto in fuþark, che ha solo 16 lettere. Per il numero limitato di rune, quella per la vocale u fu usata anche per le vocali o, ø e y, e la runa per la i fu usata per la e.


Un cambiamento avvenuto nel dialetto orientale riguardò il cambio di æi (nell'occidentale ei) in e, come da stæin a sten. Questo si riflesse nelle iscrizioni runiche dove il più vecchio si leggeva stain e il più tardo stin. Ci fu anche un cambio da au come in dauðr a ø, diventando døðr. Il cambiamento si vede nelle iscrizioni runiche ad esempio da tauþr a tuþr. In più il dittongo øy (dialetto occidentale ey) cambiò in ø, come nella parola per "isola".


Fino al XII secolo, il dialetto orientale era uniforme. Fu in Danimarca che avvennero le prime modifiche che avrebbero differenziato il danese antico dallo svedese antico, e queste innovazioni si diffusero in tutto il nord, dalla Zelanda alla Svealand.


Le vocali terminali -a, -o ed -e iniziarono a fondersi in -e. Nello stesso tempo, le consonanti occlusive sorde p, t e k divennero sonore e fricative. Possiamo notare questo cambiamento, per esempio, nella lingua danese in parole come kage, bide e gabe mentre lo svedese, per queste parole, mantiene ancora la forma più antica: kaka, bita e gapa.
In più, il danese perse l'accento tonale presente nei moderni svedese e norvegese, rimpiazzando l'accento grave con un colpo di glottide.



Esempio di testo |


Questo è un estratto dal Västgötalagen. È il testo più vecchio sotto forma di manoscritto trovato in Svezia risalente al XIII secolo. È contemporaneo alla maggior parte della letteratura islandese. Il testo segna l'inizio dell'antico svedese.






(NON)

«Dræpær maþar svænskan man eller smalenskæn, innan konongsrikis man, eigh væstgøskan, bøte firi atta ørtogher ok þrettan markær ok ænga ætar bot. [...] Dræpar maþær danskan man allæ noræn man, bøte niv markum. Dræpær maþær vtlænskan man, eigh ma frid flyia or landi sinu oc j æth hans. Dræpær maþær vtlænskæn prest, bøte sva mykit firi sum hærlænskan man. Præstær skal i bondalaghum væræ. Varþær suþærman dræpin ællær ænskær maþær, ta skal bøta firi marchum fiurum þem sakinæ søkir, ok tvar marchar konongi.»


(IT)

«Se qualcuno uccide un Suione o un abitante della Småland, un uomo del regno, ma non un Geto occidentale, pagherà otto örtugar e tredici marchi, ma non il guidrigildo. Il re riceve nove marchi dall'omicidio e dall'uccisione di ogni uomo. Se qualcuno uccide un Danese o un Norvegese, pagherà nove marchi. Se qualcuno uccide uno straniero, non dovrà essere bandito e dovrà scappare dal suo clan. Se qualcuno uccide un prete straniero, pagherà tanto quanto per uno straniero. Un prete conta come uomo libero. Se un abitante del sud o un inglese è ucciso, l'omicida pagherà quattro marchi al querelante e due marchi al re.»




Gutnico antico |


La Gutasaga è il testo più lungo pervenutoci in antico gutnico. Fu scritto nel XIII secolo e parla della storia antica degli abitanti di Gotland. Questa parte parla dell'accordo tra i gotlandesi ed il re di Svezia stipulato prima del IX secolo:






(NON)

«So gingu gutar sielfs wiliandi vndir suia kunung þy at þair mattin frir Oc frelsir sykia suiariki j huerium staþ. vtan tull oc allar utgiftir. So aigu oc suiar sykia gutland firir vtan cornband ellar annur forbuþ. hegnan oc hielp sculdi kunungur gutum at waita. En þair wiþr þorftin. oc kallaþin. sendimen al oc kunungr oc ierl samulaiþ a gutnal þing senda. Oc latta þar taka scatt sinn. þair sendibuþar aighu friþ lysa gutum alla steþi til sykia yfir haf sum upsala kunungi til hoyrir. Oc so þair sum þan wegin aigu hinget sykia.»


(IT)

«Quindi, di loro spontanea volontà, i Gotlandesi divennero sudditi del re di Svezia, per poter così viaggiare liberamente e senza rischi ovunque all'interno del regno di Svezia, senza pedaggi ed altre gabelle. Allo stesso tempo, gli svedesi ottennero il diritto di recarsi a Gotland senza restrizioni sulle importazioni di grano od altre proibizioni. Il re dovette fornire protezione ed aiuto, quando ne avessero avuto bisogno e lo avessero richiesto. Il re e lo jarl dovranno mandare ambasciatori al thing gutnico per riscuotere i tributi. Questi ambasciatori dovranno dichiarare la libertà di passaggio per i gotlandesi verso tutti i luoghi nel mare del re a Uppsala (cioè il Mar Baltico era sotto controllo svedese) e lo stesso per chiunque volesse recarsi a Gotland.»



Alcune caratteristiche importanti del gutnico antico si notano in questo testo. Innanzitutto, a differenza del norreno orientale coevo, tutti i dittonghi sono conservati. Secondo, il dittongo ai in aigu, þair e waita (e probabilmente in altre parole) non diventa ei come nel norreno occidentale eigu, þeir and veita.



Bibliografia |



  • Gordon, Eric V., A.R. Taylor, Introduction to Old Norse, 2a ed., Oxford, Clarendon Press, 1981, ISBN 0-19-811184-3

  • Marco Scovazzi, Grammatica dell'antico nordico, Mursia, 1991, 176 pp.



Voci correlate |



  • Proto-norreno

  • Antico gutnico

  • Vend



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Collegamenti esterni |






  • Lingua norrena, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Modifica su Wikidata


  • (EN) Lingua norrena, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata


  • Progetto Bifröst: Grammatica Norrena, su bifrost.it. Manuale prontuario della lingua antico-nordica, con dizionario norreno-italiano.

  • (DADEENESISNONONRUSV) «Kulturformidlingen norrøne tekster og kvad», su heimskringla.no.

  • (DEEN) Indo-European Language Resources Le risorse in questione sono per la maggior parte in tedesco, oltre a due dizionari di antico islandese (in inglese), due grammatiche di antico islandese (tedesco e inglese) e una grammatica di antico svedese (tedesco).

  • (NON) Esempio multimediale sonoro (MP3), su hi.is.

  • (EN) norreno per principianti, su hi.is.

  • (EN) Todd B. Krause, Jonathan Slocum, norreno online, Linguistics Research Center, Universityà del Texas presso Austin.


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