Torrente
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Il torrente Ambro, nei pressi di Montefortino, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Un torrente, in idrografia, è un corso d'acqua caratterizzato da un regime estremamente variabile in termini di deflusso[1].
Indice
1 Definizione
2 Morfologia
3 Regime
4 Esempi di torrenti
4.1 Austria
4.2 Italia
5 Note
6 Voci correlate
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
Definizione |
Un torrente, secondo la definizione da Ardito Desio, è un:
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«corso d'acqua permanente o temporaneo, dotato di alta velocità media, di regime variabile e caratterizzato da forti piene e da estreme magre. Il torrente è un organismo idrologico di carattere giovanile che provoca nel suo alveo profonde e continue trasformazioni morfologiche.» |
| (Geologia applicata all'ingegneria, Ardito Desio, ed.Hoepli, 1973, pagina 225) |
Per quanto riguarda invece i singoli corsi d'acqua si può osservare che a livello toponomastico e cartografico la distinzione tra fiumi e torrenti non si basa su criteri oggettivi (quali ad esempio portata, lunghezza, ampiezza del bacino ...) quanto piuttosto deriva da fattori storici o culturali. Corsi d'acqua lunghi, con portate notevoli e relativamente poco variabili nel tempo vengono infatti chiamati torrenti in zone ricche di acque mentre in aree più aride spesso vengono chiamati fiumi corsi d'acqua dall'andamento idrologico altrettanto irregolare. Anche a livello normativo molti ordinamenti non sanciscono una distinzione netta tra fiumi e torrenti.[2][3] Ad esempio l'Orco, che scende sul versante padano delle Alpi Occidentali, è considerato un torrente pur avendo anche d'estate una portata più che significativa, mentre l'Entella, che dall'Appennino Ligure scende direttamente al mare, pur scomparendo quasi del tutto nella stagione calda è cartografato come fiume.
L'idronimo generico torrente è di origine latina. Alcuni autori lo collegano a tollere (portare via e, in senso lato, erodere), mentre altri lo fanno invece derivare dal verbo torrere (essere in secca).[4]
Morfologia |
Conoide di deiezione al termine della Halltal (Mils bei Hall, Tirolo).
In generale i torrenti si originano a monte in un bacino a forma di imbuto che termina in un canale di scolo dove si incanalano le acque meteoriche ed i materiali alluvionali. Spesso il greto del torrente è fatto di rocce e sassi erosi dall'acqua sul fondo o da essa trasportati.
Dopo un percorso a monte caratterizzato in genere da una notevole pendenza dell'alveo i torrenti creano spesso, al loro sbocco in una valle più ampia o in una zona pianeggiante, conoidi di deiezione in cui si accumulano, per brusca diminuzione di pendenza, i materiali alluvionali[5]. Il corso d'acqua può ricevere acque da altri ruscelli o torrenti e confluire poi in fiumi, laghi, altri torrenti o direttamente in mare.
Regime |
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Il torrente Argentina quasi del tutto in secca
Rispetto ad un fiume il torrente manca in genere dell'alimentazione da parte di sorgenti regolari e costanti e presenta una notevole alternanza fra le magre estive e le piene autunnali e primaverili (regime torrentizio[6]) in concomitanza con i differenti regimi precipitativi interannuali. Inoltre, contrariamente ad un fiume, un torrente può rimanere secco, privo di acqua.
Facendo riferimento a questa caratteristica i torrenti vengono divisi in permanenti (quando il bacino di raccolta garantisce in tutti i periodi dell'anno il deflusso superficiale nel loro letto), sempermanenti e temporanei. I torrenti permanenti traggono in genere origine da rilievi sui quali durante l'inverno si accumula una notevole massa nevosa, che viene gradualmente persa durante i mesi più caldi. Quelli temporanei invece, oltre che andare in secca nella stagione calda, possono anche presentarsi privi d'acqua durante l'inverno ed attivarsi solo a fronte di precipitazioni di un certo rilievo. Esempi di questo tipo di corso d'acqua sono le fiumare delle zone semi-aride del bacino del Mediterraneo.[7] Altri esempi di torrenti temporanei sono gli Arroyo (America Centrale) e i Uadi (Nord-Africa).
A volte la sparizione dell'acqua è solo apparente, nel senso che il deflusso prosegue nel sottosuolo ed è mascherato dal materiale detritico che costituisce l'alveo del corso d'acqua. Sperimentalmente la cosa può essere facilmente verificata scavando in alveo fino ad incontrare la falda acquifera.[7]

Il diagramma annuale delle portate di un torrente temporaneo (Lerone) a confronto con quello di un torrente perenne (Sessera)
I torrenti, o almeno alcuni tratti del loro corso, sono di solito caratterizzati da una forte azione erosiva, da notevole capacità di trasporto solido, anche di materiali di grosse dimensioni, e delle piene improvvise.[8]. Ciò può provocare danni ai centri abitati e alle vie di comunicazione: spesso nella storia l'uomo ha modificato il corso dei torrenti per limitare i danni e sfruttare le acque convogliandole in canali, oppure ne ha rettificato o modificato il percorso naturale con opere di vario tipo (es. briglie) o ancora ne ha arginato le sponde.[9]
Esempi di torrenti |
Lo Schwarzach nell'alta Defereggental
L'Agogna, un torrente lungo circa 140 km
A seguire alcuni esempi di torrenti.
Austria |
Schwarzach (Tirolo orientale), affluente dell'Isel che nasce presso il passo Stalle
Kalserbach (Tirolo orientale), affluente dell'Isel che nasce come emissario del lago Dorfersee
Tauernbach (Tirolo orientale), sfocia nell'Isel a Matrei
Italia |
Breggia (Lombardia/Canton Ticino): breve torrente alpino con sbocco nel lago di Como
Orco (Piemonte): grosso torrente alpino che dopo l'uscita nella pianura padana percorre un lungo tratto prima di confluire nel Po
Parma (Emilia-Romagna): grosso torrente appenninico affluente in destra idrografica del Po
Bisagno (Liguria): torrente appenninico con sbocco diretto nel Mar Ligure dopo aver attraversato il centro di Genova
Ombrone Pistoiese (Toscana): torrente appenninico del versante tirrenico, affluente dell'Arno
Castellano (Marche): torrente appenninico del versante Adriatico, affluente del Tronto
Aia (Lazio): torrente appenninico, affluente in sinistra idrografica del Tevere
Solofrana (Campania): torrente appenninico del tributario del fiume Sarno tramite deviazione con un canale artificiale
Amendolea (Calabria): lunga fiumara appenninica con sbocco diretto nel Mar Jonio
Kemonia (Sicilia): torrente del Palermitano il cui corso è stato per un lungo tratto interrato e deviato rispetto al percorso originario
Note |
^ Voce torrènte sul dizionario Treccani on-line
^ Corso di diritto civile secondo il codice francese, Alexandre Duranton, pagina 260; Libreria della Minerva Subalpina, 1841, vedi Google books
^ Rivista di diritto pubblico e della pubblica amministrazione in Italia: la giustizia amministrativa, Volume 6,Parte 2, anno 1914, pagina 492, vedi Google books
^ Ascoltare il Tevere: viaggio nei nomi di luogo e della natura nella Valle del Tevere, Antonello Lamanna, Euro Puletti, Piero Salerno, Era nuova, anno 2000, vedi Google books
^ Dizionario Collins dell'ambiente, Gremese Editore, anno 1998, pagina 72, vedi google books
^ Tutto scienze della terra, Laura Massaglia, ed. De Agostini, anno 2006, vedi Google books
^ ab Ardito Desio, Geologia applicata all'ingegneria, Hoepli, 1973, pp. 225-227.
^ Pesca: apprendere e praticare l'arte della pesca nelle acque dolci e in mare: ambienti, tecniche, pesci, Alfredo Caligiani, De Agostini; vedi google books
^ AA.VV., Giornale dell'ingegnere-architetto ed agronomo, Milano, Saldini, 1858.
Voci correlate |
- Bacino idrografico
- Fiume
- Fiumara (idrografia)
- Arroyo (torrente)
- Ruscello
- Uadi
- Roggia
- Torrentismo
Altri progetti |
Altri progetti
- Wikizionario
- Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni |
Torrente, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.