Brassica oleracea
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Cavolo | |
|---|---|
Stato di conservazione | |
Dati insufficienti[1] | |
Classificazione Cronquist | |
Dominio | Eukaryota |
Regno | Plantae |
Divisione | Magnoliophyta |
Classe | Magnoliopsida |
Ordine | Capparales |
Famiglia | Brassicaceae |
Genere | Brassica |
Specie | B. oleracea |
Classificazione APG | |
Ordine | Brassicales |
Famiglia | Brassicaceae |
Nomenclatura binomiale | |
Brassica oleracea L., 1753 | |
Il cavolo (Brassica oleracea L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicacee.
Indice
1 Varietà
2 Impiego in cucina
2.1 Proprietà
2.2 Perché i cavoli hanno un cattivo odore
3 Il cavolo e le colonizzazioni
4 Note
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Varietà |
Brassica oleracea var. acephala, alla quale appartengono il cavolo nero toscano e il cavolo gallego
Brassica oleracea var. alboglabra, il broccolo cinese (Kay-lan)
Brassica oleracea var. italica, il cavolo broccolo (con la varietà broccolo romanesco), il broccolo fiolaro
Brassica oleracea var. capitata, il cavolo cappuccio usato per la preparazione dei "crauti"
Brassica oleracea var. capitata rubra, il cavolo rosso
Brassica oleracea var. costata o var. tronchuda, il cavolo portoghese (trochuda),
Brassica oleracea var. gemmifera, il cavolo di Bruxelles
Brassica oleracea var. gongylodes o L. var. caulorapa, il cavolo rapa
Brassica oleracea var. botrytis, il cavolfiore nelle varietà bianca e verde
Brassica oleracea var. sabauda, il cavolo verza
Brassica oleracea var. sabellica, il cavolo riccio
- Brassica oleracea var. ramosa
Brassica rapa var. chinensis o var. pekinensis, i c.d. cavoli cinesi (in realtà appartenenti alla specie Brassica rapa)
Broccolini ibrido creato in Giappone.

Brassica oleracea L. var. acephala, il cavolo nero toscano

Brassica oleracea L. var. botrytis, il cavolfiore bianco
Brassica oleracea L. var. botrytis, il cavolfiore verde

Brassica oleracea L. var. capitata, il cavolo cappuccio

Brassica oleracea L. var. capitata var. rubra, il cavolo rosso

Brassica oleracea L. var. chinensis, il cavolo cinese
Brassica oleracea L. var. costata o L. var. tronchuda, il cavolo portoghese
Brassica oleracea L. var. gemmifera, i cavolini di Bruxelles

Brassica oleracea L. var. gongylodes, il cavolo rapa

Brassica oleracea L. var. botrytis, il romanesco

Brassica oleracea L. var. italica, i broccoli

Brassica oleracea L. var. sabauda, il cavolo verza

Cavolfiore rosso

Brassica oleracea convar. botrytis var. italica, il broccolo fiolaro di Creazzo
Impiego in cucina |
Broccoli al forno serviti
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| (LA) «Brassica est quae omnibus oleribus antistat; eam esto vel coctam vel crudam.» | (IT) «È il cavolo quello che supera ogni altro vegetale; si può mangiare sia cotto, sia crudo.» |
| (Marco Porcio Catone, De re rustica) |
Le diverse varietà di cavoli hanno numerosi impieghi in cucina. Sono molto usati nella cucina italiana, e anche in quella europea, sia crudi sia cotti. Per ciascuna varietà esistono ricette e utilizzi particolari.
Proprietà |
Il cavolo è pianta utilizzata anche in ambito alimentare.
Questa voce o sezione sugli argomenti piante e farmacologia non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. |
Il cavolo ha modesto contenuto nutrizionale, con modeste quantità di glucidi e ancor meno di proteine.
Per i composti minerali, e microelementi presenti in ampia varietà, è però molto utile per ricostituire le riserve minerali dell'organismo.
Per l'elevato contenuto in fibre e per la presenza di parte cellulare vegetale ha elevato potere saziante, (pur non essendo cibo equilibrato), se unito, come è tradizione, con legumi, o carboidrati (pane o pasta).
Per i suoi effetti di ricostruzione vitaminica, rimineralizzante, e soprattutto promotrice il movimento intestinale svolge azione preventiva di molti tumori (soprattutto intestinali), e costituendo massa diluente e tampone chimico, combatte le ulcere gastro duodenali.
Per la netta azione osmotica delle foglie fresche, queste sono usate per disinfiammare le contusioni.
I più importanti composti minerali contenuti sono zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio.
Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.
C'è un antico proverbio che dice “i cavoli sono sempre in mezzo”.
Quasi tutte le crucifere, (famiglia a cui apparteneva anche il cavolo, ora è stato trasferito nella famiglia delle Brassicaceae), hanno mostrato una straordinaria capacità di raccogliere, e fissare nei propri tessuti, i minerali contenuti nel suolo, spesso essenziali per l'alimentazione umana, ma anche metalli pesanti, che spesso sono tossici, quali cromo, piombo, arsenico, cadmio.
Per tale uso sono state usate coltivazioni di altre piante di tale famiglia su suoli inquinati da tali metalli, per depurarli; i metalli pesanti sono poi estratti e concentrati.
Coltivando piante di cavolo a scopo alimentare è bene assicurarsi che i suoli non siano inquinati da tali metalli.
Perché i cavoli hanno un cattivo odore |
Quando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura.
I solfuri, in gran parte isotiocianato di metile, svaniscono al 90% dopo 8 minuti di cottura, e l'estrazione è totale dopo 16 minuti.
Tuttavia, tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionali molto utili, per le quali è stato ipotizzato anche una funzione di prevenzione del cancro. Poiché tali sostanze si disperdono con la cottura, .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}alcuni ricercatori[Quali?] suggeriscono di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura sia la perdita di tali sostanze, ottenendo anche una minor diffusione di cattivi odori.
È molto utile, nei casi in cui è possibile (ad esempio in insalata e nei crauti) usare anche i cavoli non cotti, dato che essi contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine (infatti alcune vitamine, come la vitamina C, si degradano con la cottura).
Il cavolo e le colonizzazioni |
Questa voce o sezione sull'argomento piante non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. |
Con la scoperta dell'America cominciò l'epoca dei viaggi navali su lunghe distanze, tale fatto pose una drammatica questione: come contrastare lo scorbuto.
Con la navigazione costiera, la assenza da terra ricorreva solo per pochi giorni, e il cibo fresco durava abbastanza bene per tale periodo, non si erano mai verificati casi di malattia particolari.
Invece navigando per lunghi periodi senza toccare terra, e senza cibi freschi, si mostrarono subito, nei marinai, gravissimi problemi di tipo organico, nervoso, gastrico, rivelatesi poi come "carenza di vitamina C", (le scorte di vitamina dell'organismo, se non ri-alimentate si esauriscono piuttosto rapidamente).
Si notò che tali sintomi, che portavano alla morte certa, erano scongiurati se nella dieta erano presenti agrumi, ma soprattutto cavoli, (reperibili con facilità anche nei paesi nordici).
Ben presto tutte le navi oceaniche ebbero a bordo una grossa scorta di cavoli freschi, che permetteva, grazie a quella verdura fresca, ricca di vitamina C (la vitamina C si degrada con la cottura), di poter fare viaggi di molte settimane senza toccare terra. Nella soste a terra, in qualsiasi posto del mondo, erano poi ricercati i cavoli, (o piante analoghe della stessa famiglia, o agrumi, secondo la latitudine) per ricostruire le scorte.
Grazie ai cavoli e agli agrumi la colonizzazione giunse rapidamente in ogni angolo del mondo.
Sempre grazie alle scorte di cavoli divennero possibili nel 1700 e 1800 le campagne di pesca di mesi in mare aperto delle navi baleniere, che in poche decine di anni provocarono lo sterminio di cetacei e di foche raggiungendo tutti i distretti degli oceani del pianeta.
Note |
^ (EN) Brassica oleracea, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
Altri progetti |
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Collegamenti esterni |
Brassica oleracea, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
(EN) Brassica oleracea, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.